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«Li aiuti con un contributo di 300 euro»: la truffa sulla pelle dei bambini malati di tumore

Le truffe fanno schifo. Soprattutto quando vengono realizzate sulla pelle di persone in seria difficoltà. È il caso di una banda che ha chiamato a casa di diverse famiglie venete per chiedere un contributo economico a sostegno di bambini malati di tumore. In realtà la richiesta era solo una trappola per ingannare le persone intenzionate a fare delle offerte per chi ha bisogno. I tentativi di raggiro sono stati segnalati dall’azienda sanitaria della zona orientale del Veneto, l’Ulss 4, dopo alcune telefonate sospette segnalate.

 

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LA TRUFFA DEL CONTRIBUTO DI 300 EURO PER I BAMBINI MALATI DI TUMORE

I truffatori ai loro interlocutori si sarebbero presentati come un’associazione onlus spiegando della necessità di raccogliere soldi per il trasporto di bambini malati di cancro al Centro di Riferimento oncologico di Aviano, in provincia di Pordenone. In realtà non è stata attivata alcuna raccolta fondi con chiamate. Le voci al telefono ripetono che il servizio è attualmente offerto gratuitamente e che per continuare ad offrirlo, per aiutare ancora le famiglie dei bimbi malati, servono altri soldi. Viene a quel punto chiesto un contributo di 300 euro. Come riporta il giornale locale La Nuova Venezia, Carlo Bramezza, direttore generale dell’Ulss 4, ha dichiarato: «Truffare le persone utilizzando presunti bambini ammalati di tumore è qualcosa di ignobile». L’azienda ha chiarito che «non è in atto alcuna iniziativa di questo tipo, e che preveda oltretutto richieste di denaro. Si tratta dunque di una truffa». Il consiglio per chi viene raggiunto da chiamate sospette è quello di non fare donazioni in contanti e di avvisare le autorità competenti. A quanto pare diverse persone hanno sborsato soldi diventando vittime della truffa.

(Foto da archivio Ansa: l’interno di un ospedale)

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