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Ancora crudeltà gratuita contro gli animali: gatto ucciso da un fucile in provincia di Udine

Non c’è ritegno. Da sud a nord, gatti o cani allo stesso modo, con corde rudimentali o con fucili ad aria compressa. In Italia, si continua ad ammazzare – con gratuita crudeltà – animali domestici. In questi ultimi giorni, va registrato il caso del gatto trovato morto davanti a un bar a Riva d’Arcano, in provincia di Udine. L’animale sarebbe stato ucciso a centinaia di metri di distanza e si sarebbe trascinato, poi, davanti all’esercizio commerciale. I proprietari lo hanno ritrovato già senza vita.

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GATTO UCCISO UDINE, LA STORIA

Immediatamente, sono stati contattati gli ispettori del servizio sanitario per capire se il gatto fosse morto a causa di una malattia. Invece, il veterinario ha certificato che era stato colpito da due colpi di fucile ad aria compressa. In paese, del resto, pare che da tempo si verifichino episodi del genere e i cittadini, particolarmente sensibili alla tematica, hanno chiesto di identificare al più presto il responsabile o i responsabili di questi gesti.

GATTO UCCISO UDINE, LA STORIA DEI PRECEDENTI

Si ricorda che l’uccisione di animali è un reato, previsto dall’art. 544-bis del codice penale e viene punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni. In estate, avevano fatto molto scalpore le storie del cane Angelo (ucciso a Sangineto, in provincia di Cosenza, con un colpo di pala, dopo essere stato appeso a un albero) e del cane impiccato a Zungri, sempre in Calabria, nel corso della festa del paese. È di ieri, invece, la storia dell’uccisione a sassate di un cigno, da parte di due studenti danesi in gita scolastica sul Lago di Garda: i tre minorenni sono stati denunciati dal loro docente accompagnatore.

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