Vignetta Fatto
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La vignetta del Fatto su stupri e Fabio Fazio crea polemica

Una vignetta del Fatto Quotidiano firmata da Mario Natangelo ha creato una forte polemica sui social media in queste ore. Il disegno satirico ritrae un dialogo di una coppia su Che tempo che fa?, la trasmissione di Fabio Fazio che in queste settimane è criticata per i suoi ascolti non soddisfacenti dopo il trasferimento su Rai Uno.

 

LA VIGNETTA DI MARIO NATANGELO PER IL FATTO SU STUPRI E FAZIO

La donna risponde al suggerimento del suo compagno di guardare il programma di Fazio con un invito allo stupro.

Vignetta Fatto

La vignetta intreccia due temi molto discussi in questo momento, ma la leggerezza con cui è trattata la violenza sessuale ha suscitato una forte polemica sui social media. Una polemica rilanciata da anche numerosi esponenti del PD. Mario Natangelo ha subito molte critiche sui suoi profili Twitter e Facebook, a cui ha risposto con una citazione di un comico inglese, Ricky Gervais«Parlando di battute sullo stupro, una ricapitolazione: “Le persone stupide trattano le battute sulle cose brutte con lo stesso timore e disgusto con cui le persone intelligenti trattano le effettive cose brutte. E le due cose non sono collegate. L’umorismo serve proprio a questo. Per farci superare le cose brutte. E’ esattamente così che si è evoluto l’umorismo, per farci superare le cose di merda. Se non puoi fare battute sulle cose di merda, non c’è alcun motivo di farle sulle cose belle, perché sono cose felici, fanno già star bene: non ne abbiamo bisogno! E’ come se la risata fosse questo farmaco che cura le cose di merda e mi offrissero un farmaco che cura le cose belle. Quello non lo voglio. Mi piacciono le cose belle. Voglio qualcosa che curi le cose di merda. Beh, la risata è la migliore medicina.  C’è un vero e proprio egocentrismo in tutto ciò, e presunzione, nel credere che ciò io ritengo sia appropriato lo sia, e ciò che tu pensi sia appropriato invece no. E sta a me deciderlo. Non gli piace che un comico abbia questa enorme libertà di parola e che la eserciti così bene.  Non possono sopportarlo”».