Di Maio
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La figuraccia di Di Maio sugli osservatori Osce alle elezioni in Sicilia

Non è affatto una bella figura quella che ha fatto Luigi Di Maio chiedendo l’intervento degli osservatori dell’Ocse per garantire la regolarità del voto alle prossime elezioni Regionali in Sicilia, in programma il 5 novembre. Il leader del Movimento 5 Stelle ha avanzato l’ipotesi di un intervento dell’organizzazione internazionale per scongiurare il rischio di voto di scambio, brogli, alterazione della volontà popolare. Ma è stata la stessa Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, che conta 57 paesi, a ricordare di poter intervenire solo per «elezioni su scala nazionale» e solo su invito del governo, come previsto dagli accordi.

DI MAIO VUOLE L’OSCE PER LE ELEZIONI IN SICILIA: «RISCHIO BROGLI»

Di Maio ha fatto sapere dell’intenzione del M5S di chiedere formalmente all’Osce di assicurare la presenza di osservatori elettorali presso gli uffici elettorali siciliani. I pentastellati dovrebbero intervenire con una risoluzione del deputato Emanuele Scagliusi, portavoce della Commissione Esteri e componente della delegazione italiana all’Assemblea parlamentare dell’Osce, e durante il question time. Il vicepresidente della Camera e il candidato alla carica di governatore in Sicilia Giancarlo Cancelleri hanno anche inviato due lettere nelle sedi dell’organizzazione, a Vienna e a Varsavia.

 

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L’OSCE DICE NO ALLE ELEZIONI IN SICILIA: «SOLO VOTAZIONI NAZIONALI»

Una risposta chiara sembra essere già arrivata. Come spiega oggi Il Messaggero, l’Osce (in Italia già per il voto del 2006, 2008 e 2013) non è affatto intenzionata a mettere in agenda le elezioni siciliane. Nel suo calendario, disponibile online, vengono indicate per l’Italia solo le Politiche del prossimo anno. E Thomas Rymer, portavoce dell’ufficio dell’Osce per le istituzioni democratiche e i diritti dell’uomo, Odihr, ha tolto ogni dubbio chiarendo: «Osserviamo elezioni su scala nazionale su invito delle autorità nazionali. Solo il governo può invitarci, non un partito di opposizione. Nel caso della Sicilia non abbiamo ricevuto alcun invito». Secondo l’Osce tra l’altro non ci sarebbe bisogno di intervento in Sicilia. Ryman ha anche ricordato che nel documento di Copenaghen firmato nel ’90 dai Paesi membri si legge che «gli Stati partecipanti ritengono che la presenza di osservatori, sia stranieri, sia nazionali, può migliorare il processo elettorale. Pertanto essi inviteranno osservatori ad osservare lo svolgimento delle loro procedure elettorali nazionali nella misura consentita dalla legge».

(Foto: ANSA / ANTONINO DI MARCO)