Mussolini alla fermata dell’autobus? Un film porta il Duce ai giorni nostri

di Redazione | 10/10/2017

mussolini

Nei giorni scorsi hanno destato molta curiosità le foto di un uomo vestito da Benito Mussolini alla fermata dell’autobus a Roma, in piazza Zama, nel pieno centro della Capitale. Le immagini, rimbalzate di bacheca in bacheca sui social network, hanno portato alla mente il film ‘Lui è tornato’, che raccontava di un altro dittatore, Adolf Hitler, risvegliatosi in una Berlino moderna ancora più convinto di trovarsi nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale. In realtà la scena potrebbe essere associata ad un’altra, nuova pellicola.

 

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‘SONO TORNATO’: IL FILM CHE FA RIVIVERE MUSSOLINI AI GIORNI NOSTRI

Con la commedia ‘Sono tornato’ il regista Luca Miniero riporta in vita il Duce e lo fa diventare protagonista dei giorni nostri, in strada, tra la gente, in tv, per raccontare come l’Italia reagirebbe al suo ritorno. Il film è stato girato anche in strada, come se si trattasse di una candid camera, per catturare i commenti delle persone. Miniero, intervistato da Repubblica, spiega ciò che è emerso. «Che gli italiani mettono in cima il problema degli extracomunitari e della classe politica». E che qualcuno consiglia perfino una dittatura, «moderata»:

Cosa è venuto fuori?

«Che gli italiani mettono in cima il problema degli extracomunitari, ma soprattutto della classe politica. In fase di sceneggiatura avevamo pensato a temi come le tasse, la scuola, la violenza. Invece no. Per fortuna la parte di documentario è stato girata prima delle riprese, quindi abbiamo aggiustato la sceneggiatura».

La prima reazione delle persone al Duce in divisa?

«È stato scambiato per un comico, come nel film. Per molti italiani incontrati tutti i mali sono colpa degli immigrati, i nuovi ebrei. Per fortuna quando il nostro Mussolini propone di sterminare i ‘negri’, gli ‘abissini’, in molti fanno marcia indietro anche se c’è chi dice ‘sparategli sulle navi’. Ma se alla fine degli immigrati la gente intuisce il dramma, l’insofferenza maggiore è per i politici: girare con Renzi, Salvini, Grillo, Berlusconi sarebbe più pericoloso che con Mussolini. Disillusione, rimpianto della stabilità dell’era Dc, mancanza di riferimenti. Qualcuno chiede una ‘dittatura moderata’. Un sentimento trasversale che accomuna ceti e geografie diversi. Il film tenta di porre queste domande: ‘Siamo una vera democrazia?’, ‘siamo a rischio di una deriva populista?’».

DURANTE LE RIPRESE DEL FILM IL PUBBLICO AL DUCE: «FINALMENTE SEI QUI»

Il film uscirà nelle sale il primo febbraio. Mussolini dei tempi moderni, ospite di Mentana e Cattelan in tv e alle prese con i social network, viene interpretato da Massimo Popolizio. In un’altra intervista, sempre per Repubblica, parla di un’Italia razzista e forcaiola, «come se si fosse cancellato dalla memoria tutto quello che è stato il ventennio fascista nella storia di questo Paese»:

“Durante le riprese, io sempre in divisa da Mussolini, passavamo per strada con la macchina scoperta e c’era gente che ci salutava col saluto romano, ragazzi che ci seguivano in moto gridando ‘finalmente sei tornato’. Pensi che quando in Germania giravano l’originale con il finto Hitler, la gente per strada si scansava, qui da noi ero circondato da fan, la gente coi telefonini che voleva farsi la foto accanto a me…”.

Dunque hanno fatto bene ad approvare la legge contro l’apologia di fascismo.

“Certo. Se devo stare alle reazioni raccolte durante il set, ho la sensazione che la gente non sappia quello che è stato il fascismo, e ne faccia una apologia solo nell’illusione che l’uomo forte sia la soluzione. Al mercato di Firenze dove dovevamo girare una scena con Frank Matano che faceva il giornalista, la gente si rivolgeva a me come se fossi stato davvero Mussolini: ‘Coi migranti ci vorrebbe uno come lei’ – mi dicevano – lei bombarderebbe i barconi’. Abbiamo scoperto un’Italia che sarebbe pronta a seguire l’uomo forte al comando”.

(Immagine da Il Tempo)