Cyberspionaggio, il presidente dell’Anm Albamonte indagato per falso e abuso d’ufficio

di Redazione | 21/09/2017

presidente dell'Anm

La Procura di Perugia sta indagando per falso e abuso d’ufficio il pubblico ministero Eugenio Albamonte, presidente dell’Anm (Associazione nazionale magistrati) dallo scorso aprile. Lo si è appreso questa mattina durante l’udienza del processo contro Giulio e Francesca Maria Occhionero, i due fratelli accusati di cyberspionaggio e in carcere dal 10 gennaio 2017. I due sono accusati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato e intercettazione illecita di comunicazioni informatiche. Tra le migliaia di computer che sarebbero riusciti a violare anche quelli di Matteo Renzi, Mario Monti e diverse personalità della finanza e dell’imprenditoria italiane.

PRESIDENTE ANM INDAGATO PER FALSO E ABUSO D’UFFICIO DOPO L’ESPOSTO DEGLI OCCHIONERO

Sono stati i loro avvocati, Stefano Parretta e Roberto Bottacchiari, a comunicare questa mattina al giudice monocratico del Tribunale di Roma, Antonella Bencivinni, che Albamonte – il pm titolare del fascicolo contro i due fratelli Occhionero – è indagato dalla Procura di Perugia. Il procedimento penale nei confronti del presidente dell’Anm è partito a seguito di un esposto-denuncia presentato lo scorso febbraio da Giulio Occhionero, in cui l’ingegnere informatico contesta la modalità d’indagine avviata dalla Procura di Roma e portata avanti dalla Polizia Postale. Insieme ad Albamonte, infatti, sono indagati anche due agenti della polizia postale.

Lo scorso giugno Occhionero sarebbe stato sentito da un pm di Perugia, per fatti connessi con la vicenda romana. Alla procura umbra avrebbe confermato le accuse contro il presidente dell’Anm e gli investigatori. I due avvocati dei fratelli in carcere con l’accusa di cyberspionaggio hanno quindi chiesto oggi in aula che il pm Albamonte si astenesse, in quanto esiste un procedimento penale a suo carico. Il giudice ha quindi deciso di sospendere l’udienza.

Foto copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI