Laura Boldrini a “L’aria che tira”: «Chi strumentalizza gli stupri, dimentica la vittima»

di Redazione | 11/09/2017

Boldrini

Laura Boldrini questa mattina è stata la prima ospite della nuova stagione de L’aria che tira, il programma di La7 condotto da Myrta Merlino. La giornalista ha lanciato la compagna “Odio l’odio”, per sensibilizzare le persone sulla gravità degli insulti lanciati in rete. Per farlo, non poteva mancare la presidente della Camera dei Deputati, che probabilmente è la donna più offesa dagli italiani sui social.

«Denunciate i bulli!», ha detto Laura Boldrini, ringraziando Myrta Merlino e La 7 (alla campagna “Odio l’odio” ha aderito anche il direttore del Tg La7 Enrico Mentana) per la campagna contro gli haters. «Se c’è un reato fuori dalla Rete, c’è anche nella Rete, non è il far west», ha spiegato la presidente della Camera dei Deputati, da tempo impegnata contro il cyberbullismo. Nonostante le sue denunce e il suo impegno per far sì che il fenomeno venga arginato, la Boldrini continua a venire vessata sui social ogni giorno. «E molti degli insulti arrivano da rappresentanti delle istituzioni», sottolinea la terza carica dello Stato.

LA BOLDRINI COMMENTA A L’ARIA CHE TIRA GLI ATTACCHI SUBITI DOPO LO STUPRO DI RIMINI

Negli ultimi giorni la Boldrini è stata più volte tirata in ballo, a seguito dello stupro di Rimini. Dato che i responsabili sono un gruppo di immigrati, sui social le hanno dato la colpa di quanto successo alla coppia polacca e alla trans peruviana. Un’accusa assurda, tanto più assurda se a rivolgerla sono dei politici. Il primo è stato il coordinatore di Noi con Salvini di San Giovanni Rotondo (Foggia), Saverio Siorini, che all’indomani delle violenze, ha scritto su Facebook: «E alla Boldrini quando capita?». Il coordinatore è stato sospeso da NcS.

Questo però non ha fermato un suo collega, il sindaco leghista di Pontinvrea, Matteo Camiciottoli, a proporre di dare agli stupratori di Rimini gli arresti domiciliari a casa della Boldrini. La reazione dura in questo caso è stata dell’Anci, che lo ha sospeso dal ruolo di coordinatore dei piccoli Comuni della Liguria e sul caso sta indagando anche la Procura di Savona. «Penso che ci siano cattivi maestri, nel nostro Paese e non solo. C’è chi ritiene che la reputazione di una persona la decide la Rete. C’è chi ha responsabilità: quando si aizza la bestia, la situazione sfugge di mano», ha detto la Boldrini a L’Aria che tira, ricordando l’omicidio della deputata laburista Jo Cox a pochi giorni dal referendum sulla Brexit.

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LA BOLDRINI SU TWITTER: «NON CI SI PREOCCUPA DELLA DONNA STUPRATA, MA DI CHI HA COMMESSO LO STUPRO»

«Evocare lo stupro contro le avversarie politiche è inaccettabile. L’ho visto fare solo nei peggiori teatri di guerra», ha scritto su Twitter poco dopo la diretta su La7 Laura Boldrini. Pochi minuti dopo la presidente della Camera ha ricordato sul social network come in questo dibattito si finisca per trascurare le vere vittime della violenza sessuale. «Non ci si preoccupa della donna stuprata, ma di chi ha commesso lo stupro. Chi fa questo è in cattiva fede e vuole solo strumentalizzare». Il riferimento, probabilmente, è tanto allo stupro di Rimini, quanto all’episodio di Firenze, dove due studentesse americane hanno denunciato la scorsa settimana di essere state violentate da due carabinieri in servizio.