Buondì pubblicità
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Da «Buondì Buondì Buondì» all’asteroide: una grande tradizione di pubblicità | VIDEO

Si parla tanto dell’asteroide del Buondì. Anzi, ormai si parla solo di quello. Ma soltanto i più attenti (e i più vintage) ricorderanno che la storica merendina griffata Motta ha una solida tradizione dal punto di vista della pubblicità. Che affonda le sue radici almeno negli anni Settanta e nelle prime televisioni a colori, quando nacque il jingle destinato a passare alla storia «Me lo merito, merito io». E che si faceva ascoltare mentre passavano le immagini di ragazzini biondissimi che, da grandi, volevano fare gli atleti.

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BUONDÌ PUBBLICITÀ: «ME LO MERITO, MERITO IO»

Testimonial d’eccezione (come, ad esempio, Raffaella Carrà) e un grande battage pubblicitario sono da sempre stati i segreti di una merendina che ha avuto successo sia in tv, sia sulle tavole e nelle dispense degli italiani, fino a diventare una sorta di status symbol della famiglia tricolore. Va da sé che un prodotto da paniere di tale rilevanza abbia sempre avuto bisogno di grandi spot-lancio. E allora come dimenticarsi della pubblicità andata in onda nel 2006 e nel 2007, con il ragazzo impigiamato che, inzuppando la brioche nel latte, continuava a ripetere in un loop che oggi definiremmo virale «Buondì Buondì Buondì»?

BUONDÌ PUBBLICITÀ: L’UOMO IN PIGIAMA PIÙ VIRALE D’ITALIA

Una merenda capace di resistere a tutto. Anche alle critiche di un fuoriclasse del campionato di calcio italiano Beppe Signori. L’ex calciatore della Lazio accusava i produttori di averla fatta troppo secca: talmente tanto secca da mozzarti il respiro in gola. E allora aveva sfidato compagni di squadra e personaggi del mondo del giornalismo e dello spettacolo a finire una brioche intera nel tempo massimo di trenta passi. A memoria – a onor del vero – non si ricorda nessuno che sia riuscito nell’impresa.

BUONDÌ PUBBLICITÀ: LA SCOMMESSA DI BEPPE SIGNORI

Il resto è storia recente, tra asteroidi e polemiche, tra mamme arrabbiate e social media manager scatenati. Non solo la pubblicità in tv, ma anche tanta circolazione su Facebook e Twitter grazie a meme e gif memorabili. Buondì ha fatto centro e ha fatto parlare di sé. E, a quanto pare, non è la prima volta.