Stupro di Rimini, il branco aveva cercato la violenza anche su una coppia di turisti di Varese

di Gianmichele Laino | 29/08/2017

Stupro Salento

Ancora poche notizie sul gruppo di quattro stupratori di Rimini, ma la loro posizione continua ad aggravarsi. I carabinieri hanno inserito nel fascicolo delle indagini anche la segnalazione di una coppia di turisti di Varese che, il 12 agosto scorso, era stata aggredita in via Vienna a Miramare. Gli investigatori ritengono che le modalità potrebbero essere compatibili con quelle utilizzate dal branco per usare violenza nei confronti della coppia polacca e della transessuale peruviana. Infatti, dopo aver minacciato con una bottiglia rotta la coppia di Varese (lei 30 anni, lui 32), hanno sottratto loro gli effetti personali e poi hanno inseguito la ragazza, non riuscendo tuttavia a raggiungerla.

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STUPRO RIMINI, LE INDAGINI

Elementi che, secondo gli inquirenti, ricordano da vicino quanto fatto dal branco di quattro persone, presumibilmente magrebini, nel corso dello stupro di gruppo nei confronti della coppia di amici polacchi. «Abbiamo una pista, sono fiducioso, la polizia sta lavorando bene, credo si possa arrivare ad una soluzione in tempi brevi» ha detto il capo della Procura di Rimini Paolo Giovagnoli. I suoi uomini, in questi giorni, stanno setacciando i locali e i casolari abbandonati, oltre a cercare di capire quali possano essere i legami dei quattro con le piazze di spaccio della droga.

Nel frattempo, migliorano le condizione della coppia di amici polacchi che sono ricoverati nell’ospedale Infermi di Rimini. Sono stati eseguiti piccoli interventi chirurgici sull’uomo, mentre la ragazza si è sottoposta a delle visite agli occhi. I due sono stati raggiunti dalle rispettive famiglie che verranno ospitate nella città.

STUPRO RIMINI, LE POLEMICHE DEL VICEMINISTRO POLACCO

E intanto è polemica sulle dichiarazioni via Twitter del viceministro della Giustizia di Varsavia Patryk Jaki. In relazione ai fatti di Rimini – vicenda che in Polonia ha avuto un ampio clamore mediatico – ha scritto che, per reati del genere, ci vorrebbe la tortura e la pena di morte.

Poi, dopo le critiche ricevute, ha fatto marcia indietro, sottolineando di essere stato frainteso a proposito della tortura, ma affermando che per reati particolarmente odiosi come questo, le pene dovrebbero essere maggiormente adeguate.

(FOTO: ANSA/MANUEL MIGLIORIN)