L’applicazione Sarahah e i problemi con la privacy: anche nella rubrica contatti

di Redazione | 28/08/2017

Sarahah privacy

Le paure sul nuovo social network si arricchiscono di ulteriori componenti. Vita non facile per l’applicazione saudita dell’estate Sarahah, che si lascia alle spalle una polemica per aggiungerne altre ancora più taglienti. L’ultima conferma riguarda l’uso improprio dei contatti telefonici contenuti nella rubrica telefonica degli utenti iscritti, che la piattaforma registrerebbe direttamente sul sito. Argomento di discussione anche per il giornalista Simone Cosimi, il quale apre una parentesi per La Repubblica sulle bollenti accuse.

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SARAHAH METTE IN PERICOLO LA PRIVACY DEGLI UTENTI: LA RUBRICA DEL TELEFONO VIENE REGISTRATA

I sospetti sulla nuova piattaforma lanciata qualche mese non si sono fatti attendere. Ecco perché i riflettori hanno più volte osservato le dinamiche di Sarahah prima ancora del suo lancio in Europa. Nelle ultime ore giungono conferme negative per chi ha deciso di sottoporsi volontariamente agli utenti anonimi per incassare ogni tipo di messaggio: la rubrica del telefono viene registrata direttamente sul server dell’applicazione. Un accesso senza le dovute garanzie che è stato individuato dall’analista Zachary Julian di Bishop Fox, il quale ha ratificato le voci riportate dalla testata The Intercept.

SARAHAH METTE IN PERICOLO LA PRIVACY DEGLI UTENTI: MARCIA INDIETRO PER LE VERSIONI SUCCESSIVE

Le pesanti critiche vengono rispedite al mittente da Zain al-Abidin Tawfiq, il facoltoso analista petrolifero che ha lanciato Sarahah senza grandissime ambizioni. Secondo la sua versione, i contatti sono registrati per una funzione futura utile a individuare gli amici. Lo stesso ha comunicato che tale funzione sarà migliorata nel prossimo aggiornamento, precisando che i server di di Sarahah non ospitano al momento contatti. Scaricato da quasi venti milioni di persone, il social network in realtà chiede il permesso per accedere ai contatti dei suoi utenti sia nella versione per iOS che per quella Android più recenti, consentendo di interfacciarsi con la comunità anche se la risposta è negativa. Ora la palla passa a noi, che dovremmo dimostrare maggiore attenzione nel consentire certe funzioni volte ad acquisire le informazioni personali, immaginando che potrebbero raggiungere terze parti attraverso semplici operazioni di commercializzazione.