Donnarumma spezza il cuore ai rossoneri: «A 18 anni dovresti accettare anche 500 euro e tu rifiuti 5 milioni»

di Gianmichele Laino | 16/06/2017

Gigio Donnarumma

«Sto cercando casa a Milano. Un appartamento grande, dove ci sia spazio per tutti i miei cari, e siccome il centro di Milano è bellissimo lo cerco lì. Mi sento pronto». Parola di Gigio Donnarumma. Tre giorni fa a GQ Italia. Ieri, il suo agente, il potentissimo e contestatissimo Mino Raiola ha gridato ai quattro venti: «Il mio assistito non rinnoverà con il Milan». 

LEGGI ANCHE: «Il nuovo Milan punta su Donnarumma: lo vogliamo colonna del futuro»

LA DISCUTIBILE SCELTA DI GIGIO DONNARUMMA

Cambiano gli umori rapidamente all’ombra della Madonnina, pare. Donnarumma, quello del bacio alla maglia rossonera, quello dell’amore a prima vista con l’ambiente che fu di Franco Baresi e Paolo Maldini, quello delle prodezze tra i pali è stato già scaricato dal popolo di San Siro. E come dare torto a una tifoseria che si è sentita tradita, umiliata, derisa? Il tutto per una brutale questione di soldi. Che nel calcio muovono il mondo – e come potrebbe essere altrimenti? -. Ma alcuni si ostinano ancora a non credere a ciò.

E allora ecco lo spazio ai commenti sui social network, all’account ufficiale di Donnarumma su Facebook. Secondo le prime indiscrezioni il diciottenne avrebbe rifiutato il prolungamento di contratto a 5 milioni di euro l’anno. In sottofondo, forse, le sirene del Real Madrid. E la cosa non è andata giù a molti.

 

 

«Non sono milanista – si legge sulla bacheca del portiere – ma tutto ciò è davvero oltraggioso […] un neomaggiorenne non dovrebbe farsi problemi se gli offrono 500€ al mese per un qualsiasi lavoretto, visto che ha una vita per fare la gavetta e per guadagnare. Figuriamoci se gli vengono offerti 5€ milioni all’anno e la futura fascia di capitano del club che dice di tifare da sempre». Il ragionamento non fa una piega. 

Qualcuno, invece, tira in ballo l’attaccamento alla maglia, quel gesto del bacio che – a distanza di tempo – suona come falsissimo. Quello che prima era «idolo» ora si è trasformato in «mercenario» e «venduto». Lo accusano di essere «irrispettoso» e di aver calpestato un «club prestigioso».

Donnarumma non è il primo, né sarà l’ultimo. Il calcio è fatto così, prendere o lasciare. Resta solo un velo di tristezza nel commento di un nostalgico: «Il Milan ti ha dato tutto e tu lasci il futuro nelle mani del procuratore. Oggi ho visto l’addio di Totti e mi sono detto: ‘ma chi è Donnarumma?’ 
Sei una delusione. Vattene». 

TAG: Milan