CasaPound minaccia: «Schiaffe e botti quando saremo in Parlamento»

di Andrea Mollica | 15/06/2017

CasaPound minacce

CasaPound minaccia botte ai colleghi deputati o senatori e schiaffi ai ministri se arriverà in Parlamento. Il movimento di estrema destra, che ha raccolto alcuni risultati molto positivi in questa tornata elettorale, come l’8% ottenuto alle comunali di Lucca, è convinto che in breve tempo potrà essere rappresentato a Camera e Senato. Un percorso che sarebbe favorito da un’eventuale alleanza con Matteo Salvini, che però ha liquidato CasaPound per l’eccessivo estremismo, e dal mantenimento della soglia del 3% prevista dall’attuale legge elettorale per la Camera dei Deputati. Il quotidiano Il Tempo ha raccolto le parole del vicepresidente Simone Di Stefano, che ha spiegato il percorso di crescita per il movimento fondato ormai una quindicina d’anni fa a Roma. «Siamo euforici per questi risultati. Speriamo convincano definitivamente Salvini a mollare definitivamente Berlusconi e venire con noi, ma siamo ben contenti di andare da soli». Di Stefano è convinto che presto CasaPound arriverà in Parlamento, e una vola arrivata alla Camera e o al Senato il movimento di estrema destra riporterà lo spirito diciannovista, una inquietante allusione alle violenze delle squadracce fasciste compiute nel periodo che va dalla fina della Prima guerra mondiale alla marcia su Roma e la nomina di Mussolini a capo del governo.

Succederà, prima o poi, che qualcuno dei nostri quando arriveremo in Parlamento si alzerà per dare qualche schiaffone a un ministro. Ci sono delle questioni che quando si discutono in Parlamento non si possono contestare con i cartelloni e poi andando a mangiare un tramezzino tutti assieme. Ci sono delle cose per cui in Parlamento devono volare la sedie. Deve essere una cosa di cui si parla in tutto il mondo.

Le parole raccolte dal Tempo in un articolo di Antonio Rapisarda sono particolarmente violente, e gravi. Minacce esplicite di atti violenti per contestare provvedimenti normativa su cui è legittimo far opposizione, anche dura, ma non certo picchiare qualcuno.   Foto copertina:  Andrea Ronchini/Pacific Press via ZUMA Wire

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