Il Pd ha buttato 12 milioni di euro per perdere il referendum

di Redazione | 15/06/2017

bilancio pd

Per la campagna per il Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre scorso i vertici del Pd hanno letteralmente dilapidato le casse del partito. La tornata elettorale alla quale Matteo Renzi aveva legato il destino del suo governo è infatti costata al Partito Democratico ben 12 milioni di euro e un vero e proprio disastro finanziario, con un deficit salito a 9 milioni. È quanto emerge dal bilancio 2016 approvato ieri in Direzione e pubblicato in esclusiva dall’Huffington Post.

 

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BILANCIO PD, NEL 2016 SPESI 11,6 MLN PER CAMPAGNE ELETTORALI

Precisamente per la campagna elettorale a sostegno della riforma Boschi, poi sonoramente bocciata alle urne con il 60% di No, i Dem hanno speso 11 milioni 672mila euro, destinati – si legge nel rendiconto – a propaganda, organizzazione di eventi e sondaggi. Un’uscita enorme, la più rilevante, che ha radicalmente cambiato l’aspetto del bilancio. Nella cassa del Pd nel 2016 sono rimasti infatti solo un milione e 721mila euro contro i 9 milioni 827mila di fine 2015. Ma a pesare non sono stati solo i costi di ìBasta un Sì’. Nel bilancio tra le voci di spesa spuntano anche 510mila euro per collaboratori e consulenti, 617 mila per viaggi, trasferte, alberghi e ristoranti, e ben 7 milioni 828mila euro per i 184 dipendenti (di cuui 24 giornalisti): complessivamente le uscite arrivano a 29 milioni 536mila euro.

Agli 11,6 milioni spesi per il referendum costituzionale potrebbero essere aggiunti anche altre risorse dei gruppi parlamentari Dem. La campagna informativa sulla riforma Boschi e sulla consultazione, si legge nel rendiconto Pd, è costata ai deputati un milione 416mila euro. Si tratta di soldi spesi in questo caso per eventi sul territorio, altre campagne di comunicazione, spazi informativi a feste dell’Unità. Il gruppo del Senato ha messo a disposizione per simili iniziative 600mila euro.

(Foto da archivio Ansa. Credit: Jin Yu/Xinhua via ZUMA Wire)