L’ultima telefonata di Marco e Gloria: «Qui è tutto in fiamme, ma non preoccupatevi»

di Redazione | 15/06/2017

«Qui è tutto in fiamme, c’è tanto fumo, ma non preoccupatevi». È l’ultimo messaggio lanciato da Marco Gottardi e Gloria Trevisan, i due ragazzi italiani dispersi nell‘incendio che nella notte tra martedì e mercoledì ha divorato la Grenfell Tower di Londra. A raccontare il contenuto della conversazione è Giannino Gottardi, papà di Marco.

INCENDIO LONDRA, ULTIMA TELEFONATA DI MARCO E GLORIA

«Ci ha tranquillizzati fino all’ultimo istante – è la sua testimonianza -, non voleva che ci preoccupassimo e infondeva coraggio anche nella sua Gloria. Quando il fumo ha invaso l’appartamento ci ha detto che la situazione stava precipitando e la linea è caduta». Riporta Lorenzo Padovan sulla Stampa:

«Sul display del mio smartphone vedo solo quell’ora fatidica delle ultime parole che ho udito da Marco, le 4,07 – ha ricordato, in lacrime, il padre -: eravamo stati svegliati alle 3,45 dai genitori di Gloria, che avevano ricevuto la telefonata della figlia, preoccupata per quanto stava accadendo». «Aiuto qui sta prendendo fuoco tutto» aveva detto Gloria al telefono. Continua il padre di Marco: «Immediatamente li abbiamo sentiti anche noi e soprattutto lui lasciava trasparire una serenità straordinaria. Nel corso delle varie chiamate che ci siamo scambiati non ha mai perso la calma. Diceva che la situazione si sarebbe risolta ed anche il tono della voce era tranquillizzante. Sembrerà incredibile, ma fino all’ultimo istante ha mantenuto un aplomb quasi innaturale. Per noi che eravamo distanti le sue parole erano un sollievo: eravamo persuasi, secondo il suo racconto, che i vigili stessero risolvendo la situazione. Diceva che il fuoco era nei piani più bassi. Il suo comportamento è stato eroico».

Marco, di San Stino di Livenza (Vicenza), e Gloria, di Camposanpiero (Padova), entrambi 27 enni, erano andati a vivere a Londra da poche settimane. Si frequentavano da tre anni. Si erano conosciuti allo Iuav di Venezia, facoltà di architettura dove si erano laureati lo scorso anno. Avevano trovato casa al 23esimo piano del grattacielo, un condominio popolare e multietnico.

(Foto via Facebook)

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