La gaffe di Capello che cita gli scudetti revocati alla Juventus in casa del presidente dell’Inter (di cui ora è dipendente)

di Gianmichele Laino | 14/06/2017

Fabio Capello

Fabio Capello è il nuovo allenatore dello Jiangsu, la squadra di calcio cinese del gruppo Suning, lo stesso che attualmente è alla guida dell’Inter. Oggi, nel corso della sua presentazione, ha subito fatto una gaffe. Ha infatti citato le sue due stagioni alla Juventus (2004/2005 e 2005/2006), commentandole così: «abbiamo vinto due campionati che poi ci l’hanno tolto, ma li abbiamo vinti sul campo». 

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FABIO CAPELLO, LA JUVENTUS E L’INTER

Non un bel biglietto da visita, insomma, per un dipendente del nuovo presidente dell’Inter. I nerazzurri, storici avversari dei bianconeri, hanno sempre fatto pesare agli avversari la vicenda di Calciopoli e, tra l’altro, sono stati i beneficiari dell’assegnazione a tavolino proprio di uno dei due campionati citati da Capello (il titolo della stagione 2005/2006).

Nello staff tecnico di Capello ci sono anche Gianluca Zambrotta, anche lui protagonista delle due stagioni alla Juventus ricordate dal tecnico, e Christian Brocchi, ex giocatore e allenatore del Milan (un altro punto dolente in ottica Inter).

Il problema è di carattere storico. La rivalità tra Juventus, Inter e Milan c’è sempre stata ma ha trovato in Calciopoli uno dei suoi terreni di scontro più fertili. Ma il presidente dell’Inter, leader del gruppo Suning – quello di «Fozza Inda», per intenderci – avrà avuto la lucidità necessaria per ricollegare episodi risalenti a più di dieci anni fa con le parole del tecnico della sua squadra satellite cinese?

I tifosi nerazzurri, sui social, chiedono una sua reazione immediata alle dichiarazioni di Fabio Capello:

Le vicende dell’Inter e dello Jiangsu, infatti, sono molto più intrecciate di quanto possa sembrare a prima vista. Luciano Spalletti – nuovo allenatore dell’Inter, anche lui presentato oggi – ha risposto così alle domande su Capello: «Non ci ho ancora parlato, ma spero che ciò avvenga al più presto. È uno dei capitani di ventura come Herrera e Mourinho». La società italiana e quella cinese, insomma, avranno bisogno di dialogare per costruire un progetto comune, sotto la bandiera di un unico presidente. Dopo le parole di don Fabio di oggi, riusciranno a farlo senza pregiudizi?

(FOTO: ANSA/CESARE ABBATE/)