Fabrizio Corona condannato a un anno. Lui esulta: «È stata fatta giustizia»

di Gianmichele Laino | 12/06/2017

Corona lascia Provvedi

Arriva la sentenza del tribunale di Milano contro Fabrizio Corona. Il fotografo dei vip è stato condannato a un anno di carcere a causa dei 2,6 milioni di euro in contanti trovati in parte in un controsoffitto e in parte in una serie di cassette postali in Austria.

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LA LETTURA DELLA SENTENZA SU FABRIZIO CORONA

Alla lettura della sentenza, Corona avrebbe esultato in aula, battendo i pugni sul tavolo. Secondo le prime ricostruzioni, avrebbe gridato: «È stata fatta giustizia!», poi avrebbe ringraziato il suo avvocato, dicendogli: «Sei un grande». Il pubblico ministero, infatti, aveva chiesto una pena di cinque anni: la sentenza ha dichiarato decadute le imputazioni di intestazione fittizia di beni e la violazione sulle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione. L’unico reato che gli è stato contestato, a questo punto, resta quello di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Corona era stato arrestato mentre ancora si trovava in prova ai servizi sociali, per scontare una condanna precedente. Oltre all’agente fotografico, è stata condannata dal tribunale di Milano anche la sua collaboratrice Francesca Persi, che dovrà scontare tre mesi di carcere.

Nei giorni scorsi, Corona era apparso estremamente nervoso, specialmente durante la requisitoria del pubblico ministero. Una settimana fa aveva gridato «vergogna, vergogna», rivolgendosi ai banchi dell’accusa. Il giudice, in quella circostanza, aveva sospeso momentaneamente l’udienza e aveva disposto che il fotografo fosse trasportato in un’altra stanza.

Poco prima della pronuncia della sentenza, Corona aveva rilasciato alcune dichiarazioni spontanee in aula. Aveva citato il daino di Socrate e Platone e la commedia di Shakespeare Molto rumore per nulla. Inoltre si era rivolto, commosso, alla fidanzata Silvia Provvedi definendola «unica e speciale» e aveva ribadito nuovamente davanti al collegio di sentirsi perseguitato dalla giustizia.