Il tweet di Jim Messina, consulente di Renzi al referendum, sulle elezioni britanniche

di Andrea Mollica | 09/06/2017

Jim Messina

Jim Messina ha perso ancora. Il consulente politico di Matteo Renzi al referendum costituzionale, assunto per diverse centinaia di migliaia di euro, ha inanellato la quarta, o quinta, sconfitta consecutiva con il clamoroso passo falso di Theresa May alle elezioni del Regno Unito. Messina è stato infatti lo stratega di David Cameron e Matteo Renzi ai due referendum, sulla Brexit e sulla riforma del Senato, costati ai due politici il ruolo di capo del governo di Regno Unito e Italia. Il consulente politico americano aveva anche aiutato Mariano Rajoy nel 2015, quando il PP era rimasto primo partito perdendo però più di 15 punti, e Hillary Clinton nelle presidenziali perse contro Trump. Jim Messina era molto sicuro del successo di Theresa May, che aveva convocato elezioni anticipate per aumentare la maggioranza alla Camera dei Comuni, che invece ha perso. Una decina di giorni fa il consulente politico aveva infatti preso in giro su Twitter YouGov per aver stimato una possibile perdita della maggioranza di Theresa May. Jim Messina

Spent the day laughing at yet another stupid poll from .@yougov. Hey .@benleet do you want to bet for charity? I’ll take the over. Ho passato l’intera giornata a ridere per un ennesimo stupido sondaggio di YouGov. Hey benleet (il responsabile dell’istituto demoscopico YouGov, NdA) vuoi scommettere per beneficenza? Prendo una percentuale superiore alla vostra.

YouGov aveva stimato, il 31 maggio, che i Conservatori di Theresa May avrebbero perso la loro maggioranza, arrivando a 310 seggi alla Camera dei Comuni, con una crescita sostanziale del Labour rispetto al 2015. Una stima, basata su una metodologia particolare che si basava su sondaggi e modelli statistici meno favorevoli alla May rispetto a quelli di altri istituti, che YouGov aveva diffuso tra lo scetticismo generale. Una proiezione poi rivelatasi in buona parte corretta, visto che i Conservatori hanno perso una maggioranza che appariva più che sicura.

Foto copertina: GREGOR FISCHER/dpa