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Brexit, cosa succede dopo le elezioni nel Regno Unito perse da Theresa May

Brexit è il motivo principale per cui la premier Theresa May ha rischiato le elezioni anticipate. Una scommessa clamorosamente fallita, visto che i Conservatori hanno perso la maggioranza che avevano alla Camera dei Comuni. Le elezioni anticipate del Regno Unito del 2017 sono finite col cosiddetto Hung Parliament, letteralmente Parlamento appeso, ovvero nessun partito ha il controllo della Camera dei Comuni. I Conservatori  avvieranno probabilmente un governo di minoranza nelle prossime settimane, mentre i Laburisti non hanno i numeri per formare una maggioranza alternativa, pur essendo andati bene alle elezioni, tornando sopra al 40% come non capitava da 16 anni. Questa incertezza impatterà sicuramente le trattative sulla Brexit, che avrebbero dovuto iniziare ufficialmente il 19 giugno, per esser concluse nei primi mesi del 2019. L’obiettivo di Theresa May era aumentare la propria maggioranza, e di conseguenza forza negoziale, per poter trovare un’intesa con l’Unione Europea capace di mantenere una discreta parte dei benefici del Mercato unico, in particolar modo per quanto riguarda i servizi finanziari, e al contempo cedere sui punti più osteggiati da Bruxelles.

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Per far questo la premier avrebbe dovuto rinunciare ai voti dei parlamentari più conservatori ed euroscettici del suo partito, uno scenario ora completamente impossibile. Non è neppure sicuro che Theresa May possa rimanere primo ministro a lungo dopo una sconfitta così amara, il che renderebbe ancora più incerte le trattative tra Regno Unito e UE.

BREXIT, GLI SCENARI DOPO LE ELEZIONI IN REGNO UNITO DEL 2017

L’addio a Downing Street di Theresa May potrebbe dar più peso ai brexiteers, che hanno conservato la maggior parte dei loro seggi nell’Inghilterra profonda. Le elezioni del Regno Unito hanno rafforzato in modo inaspettato il Labour, contrario all’Hard Brexit perseguita da Theresa May. Prevedere quanto duri una legislatura senza alcuna maggioranza possibile o quasi è assai difficile, ma il rafforzamento dei laburisti, e in minima parte anche dei liberaldemocratici, rende più plausibile un esito svizzero o norvegese della Brexit. Il Regno Unito uscirebbe dall’UE ma vi rimarrebbe legata da un accordo che confermerebbe buona parte delle normativa comunitaria. Un esito della trattativa che piacerebbe al Labour e anche all’anima più legata al business dei Conservatori, ma che spaccherebbe il partito di Theresa May come ai tempi di David Cameron.

Foto copertina: Thierry Roge/Belga via ZUMA Press

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