Quando Grillo definiva le liste bloccate incostituzionali e faceva battaglia per le preferenze | VIDEO

di Andrea Mollica | 08/06/2017

Grillo preferenze

Beppe Grillo ha sempre difeso le preferenze, e ha definito numerose volte le liste bloccate come incostituzionali. Ora però si appresta, seppur tra molti dubbi, a votare un sistema elettorale che consente ai capi di partito di indicare più del 60% dei parlamentari, visto che per il loro ingresso alla Camera o al Senato sarà decisivo l’ordine di presentazione. Si tratta di una contraddizione politica molto rilevante, rimarcata con efficacia in un video condiviso su Twitter da Paolo Becchi, professore genovese un tempo molto vicino a Grillo e al M5S e da tempo invece schieratosi su posizioni molto critiche nei confronti dei 5 Stelle. Nel filmato, che è una clip formata da molti ritagli di interviste e comizi in piazza, è presente anche il primo Vaffa-Day organizzato da Beppe Grillo nel 2007, quando il Movimento 5 Stelle non era stato ancora creato. Il blog del comico, già assistito dalla Casaleggio Associati, aveva promosso, tramite i meet-up dove si ritrovavano gli amici di Beppe Grillo, una proposta di legge popolare per eliminare le liste bloccate del Porcellum.

LA BATTAGLIA PER LE PREFERENZE DI GRILLO

La mancanza delle preferenze, e la contemporanea soppressione dei collegi uninominali dove gli elettori decidono il loro rappresentante in Parlamento, erano stati messi al centro del movimento di protesta da Grillo e da Casaleggio, insieme ai troppi inquisiti o condannati presenti a Camera e Senato. 10 anni dopo il M5S, dopo una lunga battaglia in favore delle preferenze che aveva caratterizzato anche il suo contrasto all’Italicum e alla riforma costituzionale del Senato dei nominati, ora si appresta a votare una riforma elettorale che garantirebbe il predominio delle liste bloccate per la selezione dei parlamentari. L’approvazione della legge proporzionale condivisa dal M5S insieme a PD, Forza Italia e Lega Nord è ancora in dubbio, come rivelato dalla tensione dello stesso Grillo, che ha convocato nuovo referendum sul blog per decidere se approvare o meno il testo approvato dalla Camera dopo il voto sugli emendamenti. Senza il sostegno dei 5 Stelle Renzi preferisce evitare una bocciatura della legge elettorale al Senato.

Foto copertina: NUCCI/BENVENUTI/ANSA