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I video nel servizio delle Iene sulla Blue Whale erano falsi

L’allarme per la Blue Whale, il macabro gioco che spinge ragazzi giovanissimi a farsi del male procurandosi ferite o a suicidarsi, si è diffuso in Italia soprattutto grazie a un servizio delle Iene mandato in onda lo scorso 14 maggio che ha mostrato le immagini di alcuni adolescenti mentre compiono il gesto estremo  di togliersi la vita lanciandosi nel vuoto. Alcuni siti web e pagine sui social network hanno però dimostrato negli ultimi giorni come quei filmati siano in realtà dei fake o comunque non abbiano nulla a che fare con la tabella delle terribili 50 regole da seguire in 50 giorni.

BLUE WHALE, VIDEO FALSI NEL SERVIZIO DELLE IENE

A confermarlo è stato proprio l’autore del servizio, la ‘iena’ Matteo Viviani, che in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, pubblicata ieri, ha spiegato di aver ricevuto i video bufala da una tv russa e di non aver compiuto su quelle immagini le necessarie verifiche:

Matteo, perché quei video bufala?

 

«Me li ha girati una tv russa su una chiavetta e ammetto la leggerezza nel non aver fatto tutte le verifiche, ma erano comunque esplicativi di quello di cui parlava il servizio».

 

Erano sconvolgenti, ma erano un falso.

 

«Era solo il punto di partenza, cambiava qualcosa se mettevo un voice over di 4 secondi in cui dicevo che quei video non erano collegati al Blue whale?»

 

Direi di sì. Come documentato dal sito “Valigia blu” nessuno in Italia prima del 14 maggio cercava “Blue Whale” su Google e dopo c’è stato un picco di ricerche. Non hai paura di aver diffuso tu il fenomeno?

 

«Ieri sono andato in una classe e ho chiesto quanti conoscessero il Blue Whale prima del mio servizio. La metà degli alunni ha alzato la mano. Noi adulti ignoriamo parte del web, specie quella popolata dai giovanissimi».

Una interessante, attenta, verifica sull’origine dei video mostrati dalle Iene nel servizio sulla Blue Whale è stata compiuta dalla pagina Facebook ‘Alici come prima’. Le scene di suicidi sarebbero in realtà solo delle parti di filmati caricati su piattafome come LiveLeak. Nelle descrizioni delle immagini caricate online non si fa riferimento alla Blue Whale. In qualche caso si parla di suicidio dovuto a motivi sentimentali. In un altro di suicidio di una coppia di tossicodipendenti. Uno dei filmati è stato registrato in realtà in Cina. Un altro video ancora sembra essere un fake perché mostra scene girate in punti diversi. Viviani respinge però l’accusa di aver messo in moto con il servizio un meccanismo di emulazione. «La polizia ha salvato una ragazzina che era quasi al cinquantesimo giorno del gioco, quindi aveva iniziato prima…».

(Immagine da: Le Iene / Italiauno / Mediaset)

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