Legge elettorale a rischio, in aula ci sono 66 franchi tiratori

di Gianmichele Laino | 07/06/2017

Legge elettorale come funziona

Quando si inizia a fare sul serio sulla legge elettorale, il rischio è quello di finire in un nulla di fatto. Oggi, alla Camera il testo è stato sottoposto alle prime votazioni e i conti non tornano più. I piccoli partiti, già questa mattina, avevano ottenuto lo scrutinio segreto su 209 emendamenti e, in base agli ultimi riscontri nelle pregiudiziali alla legge, ci sarebbero 66 franchi tiratori, ovvero 66 voti in meno rispetto alla somma dei gruppi parlamentari dei quattro partiti che hanno portato in aula l’accordo (Partito Democratico, Forza Italia, Lega Nord e Movimento 5 Stelle) più i parlamentari di Sinistra Italiana, anch’essi favorevoli al sistema tedesco.

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LEGGE ELETTORALE, DIFFICOLTÀ M5S E ALTOLÀ DI ROSATO

La situazione sta mettendo in difficoltà il Movimento 5 Stelle che, dal blog di Beppe Grillo fa sapere che sta lavorando a modifiche, soprattutto per il voto disgiunto: la legge che uscirà dal dibattito, poi, avrà bisogno di un’altra consultazione online.

Ettore Rosato – capogruppo del Partito Democratico alla Camera – mette tutti sul chi va là: «Il Pd è disponibile ad attendere l’esito del voto on line sul blog di Grillo – dice Rosato – e a spostare il voto finale alla Camera a lunedì, ma sia ben chiaro: fuori dall’accordo siglato a quattro non c’è nessuna possibilità di fare una nuova legge elettorale». 

Su eventuali modifiche alla calendarizzazione dei lavori, però, interviene Maurizio Lupi di Alternativa Popolare, gruppo contrario a una riforma elettorale costruita in questo modo: «Comprendiamo le frizioni nella inedita coalizione che sostiene la riforma elettorale – dice Lupi – ma ora il problema è la programmazione. Se cambia il calendario, va deciso dalla capigruppo. Stiamo varando una legge elettorale con una evidente forzatura contro la Costituzione. Attraverso emendamenti in quattro giorni si sono cambiati i collegi. Torniamo alla normalità. Il Pd ha dato disponibilità ad avere il voto finale lunedì? Il Parlamento non è una rete: non si aspetta che si sottoponga una legge ad una consultazione online degli elettori».

La capigruppo è stata puntualmente fissata, poi, per le ore 20 di questa sera. Nel dibattito è intervenuta anche la presidente della Camera Laura Boldrini che ha detto: «Il voto finale alla Camera di lunedì era già ampiamente previsto. Non emerge nulla che andrebbe contro a quanto deciso nella riunione dei capigruppo».

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