Il capo scout sposa il compagno. Dura lettera del parroco che lo invita a «dimettersi»

di Gianmichele Laino | 06/06/2017

parrocchie anti omofobia

Dalla felicità per l’unione civile celebrata qualche giorno fa con il suo compagno, alla profonda tristezza per la possibilità di lasciare il proprio gruppo di scout. Marco Di Just, educatore religioso di Staranzano, è stato raggiunto da una dura reprimenda da parte del locale parroco don Francesco Fragiacomo, che ha profondamente criticato la scelta dell’unione omosessuale. 

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LA VICENDA DEL CAPO SCOUT MARCO DI JUST

«Come cittadino ognuno può fare ciò che gli consente la legge dello Stato – si legge in un bollettino parrocchiale -. Come cristiano, però, devo tener conto di quale sia la volontà di Dio sulle scelte della mia vita. Come educatore cristiano, in più, devo tener conto della missione e delle linee educative della Chiesa e della mia Associazione cattolica. Una cosa è essere accolti, un’altra è assumere responsabilità educative».

Secondo don Fragiacomo, non esisterebbero più le condizioni affinché Di Just possa continuare la sua missione nel gruppo cattolico Agesci. La sua storia – si è unito in matrimonio in municipio con il suo compagno, consigliere comunale – ha diviso la comunità: da un lato il parroco, dall’altro il suo vice don Genio Biasiol  (guida spirituale degli scout) che invece ha partecipato alla cerimonia, vicino alla vicenda personale di Di Just. 

Della questione è stato già informato il vescovo di Gorizia Carlo Maria Radaelli, che non ha ancora rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale. Per ora Di Just ha il permesso (ancora provvisorio) di svolgere il suo ruolo all’interno del gruppo scout Agesci. Ma, dopo la presa di posizione del parroco, il suo percorso è a rischio. 

(FOTO: Rory Merry via ZUMA Wire)