Mohamed, il ragazzo che ha salvato il piccolo Kelvin: «Non mi sento un eroe»

di Donato De Sena | 06/06/2017

kelvin

«Se lo avessi lasciato lì sarebbe morto. Avevo tanta paura, ma dovevo fare qualcosa». Parla così Mohamed, il ragazzo ventenne che sabato sera, quando è scoppiato il panico in piazza San Carlo a Torino, durante la visione della partita tra Real Madrid e Juventus, ha salvato il piccolo Kelvin, bambino cinese di 7 anni ricoverato in gravi condizioni al Regina Margherita e ora fuori pericolo.

 

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IL RACCONTO DI MOHAMED, IL RAGAZZO CHE HA SALVATO KELVIN

Il giovane, che lavora come bodyguard nei locali del capoluogo piemontese, ha protetto il piccolo dalla folla in fuga con il suo corpo, facendogli da scudo. Ieri mattina si è presentato in ospedale per incontrare i genitori e la sorella di Kelvin. In un colloquio con Erica Di Blasi per Repubblica Torino ha ricostruito così i terribili momenti:

«Sono contento di sapere che stia meglio. Quando l’ho visto lì da solo a terra, con tutte quelle persone sopra, ho pensato che non ce l’avrebbe fatta. Sapevo che era pericoloso, ma ho deciso di fare comunque qualcosa. Mi sono fatto coraggio e ho spostato gli altri. Sono riuscito a metterlo in salvo e a proteggerlo dalla folla».

E ancora:

«Chiedevo a tutti dove poter trovare un’ambulanza, ma era il caos. Chi mi diceva di andare da una parte, chi dall’altra. Per fortuna mi ha aiutato un ragazzo italiano. Abbiamo steso Kelvin a terra e gli abbiamo dato da bere. Dopo poco sono arrivati anche i medici. La mia più grande preoccupazione è che non riuscisse più a respirare, con tutte quelle persone che gli erano salite sopra. Sapere che sta meglio è la più bella delle notizie. Io stesso a un certo punto ho temuto di non farcela. Invece Dio ci ha salvati tutti».

Mohamed dice di non sentirsi affatto un eroe, come lo considerano i familiari di Kelvin:

«Mi sembra esagerato. Non ho fatto niente di particolare. Sono cose che possono capitare nella vita delle persone. Ho agito d’istinto e non mi sento affatto un eroe. Forse quando vedrò Kelvin stare davvero meglio e tornare a giocare come un tempo, mi renderò conto dell’importanza del mio gesto».

(Immagine da video Mediaset)

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