Legge elettorale
|

Legge elettorale, guida ai cambiamenti

Legge elettorale, ci sono diversi cambiamenti sostanziali all’emendamento Fiano dopo le polemiche suscitate dalla prima versione del nuovo sistema di elezione di Camera e Senato. I collegi uninominali sono stati ridotti in modo rilevante: alla Camera diventano 225, invece che 303, per cancellare uno dei punti più controversi, con un profilo di incostituzionalità, ovvero la mancata elezione dei parlamentari in caso di vittoria nel proprio collegio.  Per disegnare in modo rapido i nuovi collegi sono stati recuperati quelli del Senato del Mattarellum, anche se erano stati disegnati nel 1993, e quindi ora la loro popolazione è significativamente cambiata. Il taglio ai collegi ha provocato un corrispettivo aumento delle liste circoscrizionali.Un’ulteriore modifica per limitare la mancata elezione dei candidati vincitori del collegio uninominale è l’ordine di preferenza. Prima erano eletti, in sequenza, vincitore del collegio con più del 50%, capolista della lista circoscrizionale, vincitori dei collegi con meno del 50%, e poi gli altri candidati nelle liste bloccate. Ora i candidati della lista circoscrizionale saranno eletti dopo i candidati vincitori del collegio, su esplicita rinuncia del Partito Democratico che aveva richiesto l’ordine precedente.

LEGGE ELETTORALE, COME È CAMBIATA

Una corposa elezione di parlamentari attraverso le liste bloccate rimane un punto critico ancora aperto, ma scompare la davvero bizzarra penalizzazione dei candidati nei collegi uninominali. È stato bocciato un emendamento che avrebbe consentito a un candidato vincitore in un collegio di esser eletto anche se la sua lista non avesse ottenuto almeno il 5% dei voti a livello nazionale. La nuova legge elettorale è un proporzionale, corretto con soglia di sbarramento, senza alcun premio di maggioranza assegnato a una lista che supera una determinata soglia. Il M5S, che l’ha riproposto in analogia al cosiddetto Legalicum, l’Italicum uscito dalla Consulta, si è astenuto dopo che un emendamento in Commissione aveva proposto di reinserire il meccanismo premiale. Le candidature a Camera e Senato dovranno rispettare un equilibrio di genere, sia per quanto riguarda i collegi uninominali che per le liste circoscrizionali, con un rapporto minimo di 60 e 40 tra un sesso e l’altro. Le modifiche alla legge elettorale hanno confermato l’intesa tra PD, M5S, Forza Italia e Lega Nord. Non saranno più possibili pluricandidature nelle liste circoscrizionali. L’aula inizierà a votarla entro pochi giorni, per licenziarla a breve, così che il Senato possa approvarla entro l’inizio di luglio.