Panico in piazza San Carlo, 1527 feriti: si cerca un intero gruppo di tifosi della Juve

di Redazione | 05/06/2017

panico piazza san carlo

Continuano senza sosta le indagini sul falso allarme che sabato sera ha scatenato il panico in piazza San Carlo a Torino durante la visione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, causando il ferimento di 1527 persone (tre gravi).

PANICO PIAZZA SAN CARLO A TORINO, AL MOMENTO NESSUN INDAGATO

Gli investigatori cercano un intero gruppo di tifosi bianconeri, immortalate dalle telecamere. Scrive oggi Massimiliano Peggio sulla Stampa:

Gli investigatori della Digos di Torino avrebbero già individuato e identificato alcuni ragazzi che si trovavano in quella porzione di piazza intorno alle 22,15, proprio «all’altezza dei civici 195-197, alla destra del maxischermo». Da qui sono partite le due ondate di panico che l’altra sera, a pochi minuti dalla fine del match tra Juve e Real Madrid, hanno attraversato la folla, provocando più di 1500 feriti, di cui tre in condizioni gravi: in particolare un bambino di origini cinesi, di 7 anni e una ragazza di 26, residente a Monasterace in provincia di Reggio Calabria. Attorno a questo gruppetto si restringerebbe il cerchio degli investigatori coordinati dal pm Antonio Rinaudo.

 

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Al momento, come confermato dal procuratore di Torino Armando Spataro, il fascicolo aperto è contro ignoti e non ha ipotesi di reato. Intanto in Questura nella giornata di ieri sono continuate le riunioni per confrontare i primi riscontri. Si esaminano centinaia di video. Sono state migliaia, circa 4mila, le segnalazioni alla polizia, centinaia i tweet.

PANICO PIAZZA SAN CARLO A TORINO, INTERROGATO IL RAGAZZO CON ZAINETTO

Non risulta indagato dunque nemmeno il giovane a torso nudo che si aggirava in piazza San Carlo con uno zainetto in spalla con movenze simili a quelle di un potenziale kamikaze (scena ripresa dalle telecamere sul palco stampa). Le immagini hanno mostrato che intorno al ragazzo la gente ha cominciato ad allontanarsi spinta da una forza centrifuga dettata dalla paura. Il giovane è stato identificato sabato notte. Si chiama Davide ed è stato interrogato a lungo insieme alla fidanzata e all’amico con il quale è arrivato dalla Lombardia.
Nessuno è stato denunciato. Lui assicura: «Non ho fatto niente, ora temo per il mio lavoro».

(Foto: fermo immagine da video di Canale 5)

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