Fedez fa causa alla Siae e attacca il conflitto di interesse di Franceschini

Fedez attacca di nuovo la Siae e accusa il ministro della Cultura Dario Franceschini di avere un conflitto di interesse. Il rapper ha lasciato la società italiana degli editori e degli autori, per far gestire i suoi diritti per i concerti a Soundreef. Fedez accusa però Siae di essersi appropriata in modo indebito dei diritti dei suoi concerti, e annuncia in una intervista a Repubblica un’azione legale per riappropriarsene.

La Siae continua a incassare in modo indebito i diritti su miei concerti. Non sanno con chi hanno a che fare: chiederò un decreto ingiuntivo per riaverlDopo le prime tre date, per cui ho dato in licenza i miei diritti attraverso Soundreef, Siae e Assomusica, l’associazione dei produttori di spettacoli, hanno scritto agli organizzatori che se avessero versato le royalties a Soundreef avrebbero dovuto pagare due volte. Alla faccia della direttiva europea che chiedeva di liberalizzare il settore. E della trasparenza che Siae tanto sbandiera

Fedez, nell’intervista a Repubblica, rimarca come Siae abbia lanciato una vera e propria campagna del terrore nei confronti degli organizzatori dei concerti per boicottare Soundreef, società che fornisce un servizio decisamente migliore secondo il rapper a vantaggio degli artisti.

Tra due anni (Siae versa i diritti, Nda). Nel frattempo da Soundreef incasso in meno di due mesi. Con report dettagliati entro 48 ore di tutti i miei pezzi che passano in radio. Ma dei soldi dei diritti in sé non mi frega niente, vivo bene lo stesso. Il punto è che Siae, mentre sostiene di fare tutto nell’interesse degli artisti, si comporta da padre padrone per difendere il suo monopolio. Impedendo a Soundreef di dimostrare che può operare bene

FEDEZ ATTACCA IL CONFLITTO DI INTERESSI DI FRANCESCHINI SULLA SIAE

Fedez lancia anche un pesante atto di accusa nei confronti di Dario Franceschini, rilevando un potenziale conflitto di interesse alla base della sua difesa della Siae. Secondo l’esponente del PD la Siae tutela in maniera più efficace i piccoli artisti, e per questo motivo è meglio non liberalizzare questo mercato.

La direttiva Barnier doveva aprire il mercato, invece l’Italia non ha aperto un cavolo: possiamo iscriverci solo a società di gestione dei diritti estere e bisogna passare comunque da Siae per la riscossione, il monopolio è ancora lì. Continuo a interrogarmi sulla posizione di Franceschini, dato che, come ho letto su alcuni media, sua moglie lavora per una società (la Sorgente Group, ndr ) che gestisce gli immobili da milioni di euro che Siae ha acquistato in questi anni di silenziosa bambagia. Per fortuna non è detto che resti lì per sempre

Foto copertina: Elena Aquila/Pacific Press via ZUMA Wire

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