Elena Ferrante al NYT: «L’amica geniale in tv? Un cambiamento radicale, spero che possa emozionare»

di Gianmichele Laino | 29/05/2017

Elena Ferrante

Dopo il successo in libreria, L’amica geniale è pronta a conquistare la tv. La serie prodotta dal tandem HBO-Rai sta prendendo forma, grazie anche ai suggerimenti di Elena Ferrante, pseudonimo della scrittrice che continua a difendere la sua identità (anche se un’inchiesta del Sole 24 Ore di circa sei mesi fa ha puntato il dito su Anita Raja, moglie di Domenico Starnone). Quello che può essere a buon diritto considerato il caso editoriale made in Italy del XXI secolo continua a conquistare le colonne della stampa internazionale.

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LE PAROLE DI ELENA FERRANTE AL NEW YORK TIMES

Negli Stati Uniti, dove la tetralogia di Elena Ferrante ha avuto un successo – se possibile – ancor più grande rispetto all’Italia, è il New York Times a chiedere lumi sulla nuova produzione televisiva. «Sarà un cambiamento radicale – ha detto la scrittrice partenopea -: i personaggi lasciano il mondo dei lettori per entrare in quello molto più vasto dei telespettatori, che probabilmente non avrebbero mai sfogliato i miei libri. Questo processo è molto integrante».

Elena Ferrante non parteciperà direttamente alla scrittura della sceneggiatura, ma sta preparando delle note estremamente dettagliate che verranno senz’altro prese in considerazione dalla  direzione di Saverio Costanzo e dalla produzione firmata da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango. 

«Per quanto riguarda la fedeltà al libro – ha sottolineato Elena Ferrante -, mi aspetto ci sia, compatibilmente con le necessità del racconto visuale, che usa differenti strumenti per ottenere gli stessi effetti». Un dato su cui si punterà forte sarà la non professionalità degli attori scelti per interpretare i giovani protagonisti della storia. Negli scorsi giorni, vicino Caserta, gli autori sono stati impegnati in un casting alla ricerca di Lila e Lenù, volti puri e schietti, in grado di restituire allo spettatore quella spontaneità di cui c’è bisogno per raccontare le vicende de L’amica geniale. 

«I bambini che non sono attori – ha detto la Ferrante – hanno qualche possibilità di uscire dallo stereotipo, specialmente se il regista è capace di trovare il giusto equilibrio tra realtà e finzione, al contrario dei bambini attori». Il loro compito sarà quello di emozionare e di restituire al mondo un’immagine di Napoli non alternativa, ma complementare rispetto a quella offerta da Gomorra. L’amica geniale, insomma, è pronto al grande salto. E c’è già chi pensa, specialmente negli Stati Uniti, che possa raggiungere il successo di una serie cult degli ultimi anni come Game of Thrones.  

(FOTO: ARCHIVIO/ANSA)