La Regione Lombardia nega il patrocinio al gay pride di Milano (ma sostiene il Family Day)

di Redazione | 16/05/2017

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Niente da fare. La Regione Lombardia non concede il suo patrocinio al Pride del 2017 di Milano. Una iniziativa che l’ente pubblico ha sempre patrocinato, fino a oggi.

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GAY PRIDE MILANO: CHI HA VOTATO PER IL NO AL PATROCINIO

Il Consiglio regionale ha bocciato l’iniziativa. Al Pirellone non è stata raggiunta la maggioranza. A favore del patrocinio hanno votato i rappresentanti Pd, Sara Valmaggi e M5S, Eugenio Casalino, mentre voto contrario è arrivato dal presidente dell’Aula Raffaele Cattaneo (Lp) e Daniela Maroni (Lista Maroni). Non ha invece partecipato al voto il leghista Fabrizio Cecchetti che gli scorsi anni si era schierato a favore, risultando decisivo.

RADICALI MILANO: «UNA PRECISA DICHIARAZIONE POLITICA»

«Ricordiamo comunque che la Regione già lo scorso anno aveva negato il patrocinio al Pavia Pride mentre lo aveva concesso a convegni dal chiaro stampo omofobo e inneggianti alle terapie riparative per gli omosessuali», spiegano Dario Belmonte, tesoriere dell’Associazione Radicale Certi Diritti, e Barbara Bonvicini, segretario dell’Associazione Enzo Tortora Radicali Milano. «Allo stesso modo la Regione Lombardia è nota per aver inviato al Family Day il proprio gonfalone insieme a Liguria e Veneto». Quest’anno il Pride ha come motto “Diritti senza Confine” e prova a far luce sulle violazioni LGBT non solo in Italia ma nel mondo. «Indubbiamente evidente la volontà della Regione – aggiungono  – di schierarsi con chi vuole ridurre o addirittura togliere i diritti. Da parte nostra noi ci schiereremo con chi invece ritiene che i diritti vadano allargati in modo da poter far sì che il maggior numero di persone, e anche di cittadini lombardi, ne possa godere pienamente».

(in copertina foto ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)