Alatri e l’incredibile storia degli insulti al ristorante dove lavorava Mario Castagnacci

di Stefania Carboni | 28/03/2017

mario castagnacci

«Spero il locale si sia reso conto di che pezzo di mer** di cuoco abbia assunto “VERGOGNA”», e ancora «in questo luogo lavora uno dei presunti assassini del vile massacro di Alatri». Qualcuno (preso dall’incredibile voglia di detective che è in lui) ha linkato tra le pagine contro i due responsabili dell’omicidio di Emanuele Morganti il posto di lavoro di uno dei ragazzi coinvolti (Mario Castagnacci). Dal quel momento in poi si è scatenata una ondata di recensioni negative sulla pagina facebook del ristorante.

mario castagnacci ristorante

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Castagnacci, 27 anni, era sous chef di un noto locale che si affaccia nella splendida cornice del mare del Circeo. Il posto in questione, ristorante rinomato, ha ospitato vip e chef stellati. Il ragazzo accusato di aver massacrato di botte Emanuele però non lavora più lì da tempo. Tanto tempo. Eppure, nonostante ciò, sulla pagina social del locale piovono decine di insulti. «Se magna uno schifo da evitare», ha consigliato fieramente un utente qualche oretta fa puntando la sua recensione a una stella sulla pagina social.

mario castagnacci ristorante

Peccato che tutte queste persone, convinte di fare qualcosa di estremamente giusto danneggiando una attività che ha avuto solo la colpa di assumere Mario Castagnacci, non conoscono tutta la vicenda.

Stanno commentando sulla pagina Facebook di un locale che non esiste più, da mesi.

Noi di Giornalettismo abbiamo provato a contattare il datore di lavoro del giovane di Alatri. Quel numero non è più raggiungibile. Perché al posto del Locale di FeLù c’è oggi un altro ristorante. Un’altra gestione che non ha nulla a che fare con il ragazzo fermato per l’omicidio. «Mario Castagnacci non ha mai lavorato per noi», hanno risposto dalla nuova attività, ora con un altro nome. «Qui non c’è più la Locanda di Felù, è cambiata totalmente gestione», spiegano. 

Nel mentre però le persone continuano a commentare e recensire negativamente la pagina, anche se non esiste più il locale. «Uniamoci tutti – commenta una ragazza sulla pagina della Locanda – nella speranza che Mario Castagnacci (che, stando al suo profilo facebook, era un vostro dipendente), venga violentato e barbaramente ucciso in carcere da almeno trenta persone».