Animali come noi, maiali che vivono in mezzo ai topi | VIDEO

di Redazione | 17/03/2017

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Più topi che maiali in un allevamento di suini. È una delle scoperte di Giulia Innocenzi nei blitz per il suo programma di reportage e inchieste ‘Animali come noi’, in onda da mercoledì 15 marzo (appuntamento alle 23.30) su Raidue. La giornalista della squadra di Michele Santoro è tornata a visitare i macelli che denunciò nel maggio 2015 durante la puntata di Announo ‘No Carne?’. Nelle immagini mandate in onda nel corso della prima puntata c’è anche la realtà fuorilegge di un allevamento dove roditori e maiali convivono con seri rischi si per la salute dei suini che per la salubrità della carne, un’invasione tipica di molti allevamenti intensivi.

 

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ANIMALI COME NOI, SCENE DA FILM DELL’ORRORE NEGLI ALLEVAMENTI DI SUINI

L’inchiesta di Giulia Innocenzi di due anni fa aveva portato la ministra della Salute Beatrice Lorenzin ad esprimersi pubblicamente contro la situazione e ad annunciare indagini a tappeto dei Nas. Ma a quanto pare in diversi casi la situazione non è migliorata. L’autrice di ‘Animali come noi’ è stata testimone ancora di numerose scene drammatiche: animali che vivono in gabbie minuscole e si feriscono in continuazione, pile di suini morti e accatastati in una cella frigorifera rotta, lasciata a putrefarsi all’aria aperta. Si tratta di maiali che erano destinati al macello e per i quali è previsto lo smaltimento della carcassa secondo norme di legge.

Nel corso dei blitz, insomma, sono state scoperte vere e proprie scene da film dell’orrore. In un allevamento sono spuntate ragnatele ovunque e gabbie minuscole dove i maiali si feriscono continuazione tra loro. Negli spazi ristretti esplode anche l’attitudine al cannibalismo, con i suini che si strappano a morsi la coda e le orecchie l’uno l’altro e provocano ferite che restano esposte a infezioni, spesso trascurate. Sono stati scoperti maiali che defecano nelle mangiatoie che dovrebbero essere destinate all’avena e al siero di latte, e gabbie di gestazione minuscole con il cadavere di un piccolo maiale, a terra con la placenta ancora attaccata.

In chiusura del programma c’è stato anche un faccia a faccia fra Giulia Innocenzi e Giovanna Parmigiani, responsabile degli allevatori di suini di Confagricoltura. Dopo aver visionato le immagini che mettono sul banco degli imputati gli allevatori di suini, Parmigiani ha commentato: «Penso che non rappresentino la normalità degli allevamenti italiani. Le code morsicate, le infestazioni di topi ci sono: ma ci sono anche tante informazioni nell’inchiesta date in maniera non corretta. Noi allevatori di suini ci dissociamo da quelle realtà, ma i Nas fanno 60 mila controlli nel 2015 e ci sono 5200 veterinari impegnati, non possono essere tutti collusi». E sul cannibalismo: «Il maiale è un animale che in natura è cannibale, ma che stia bene è nel nostro interesse: è il nostro investimento».

(Immagine: screenshot da video di ‘Animali come noi’)