Beppe Grillo pensa di aggirare la regola dei due mandati, ma arriva la smentita

di Redazione | 10/03/2017

vincolo due mandati

Edit: Beppe Grillo ha smentito l’ipotesi di una deroga alla regola doppio mandato.

Il MoVimento 5 Stelle è una comunità di cittadini fondata su delle regole. Sono poche, chiare e semplici. Proprio per questo inamovibili. Una delle regole fondanti è quella dei due mandati elettivi a qualunque livello. Consigliere comunale, sindaco, consigliere regionale, parlamentare nazionale ed europeo. Questa regola non si cambia nè esisteranno mai deroghe ad essa. “Ogni volta che deroghi ad una regola praticamente la cancelli” diceva Gianroberto.., Ps: il giorno che i giornali smetteranno di inventarsi virgolettati sarà un giorno bellissimo. Attenti ai virgolettati!

 

Ecco il post di Beppe Grillo.

Sarebbe l’ideale, forse. Secondo quanto riporta Ilario Lombardo su La Stampa stamane Beppe Grillo starebbe valutando l’ipotesi di aggirare la regola dei due mandati, perlomeno a livello locale.

Il motivo? Immaginiamo due attivisti del M5S, da sempre iscritti al blog. Uno finisce a fare il parlamentare a Roma, l’altro il consigliere comunale nella propria città. Eletti nello stesso anno, o a un anno di distanza. Uno guadagna 2.500 euro più diarie varie e rimborsi, l’altro molto meno. Uno sta alla Camera tre giorni a settimana, l’altro a spalare il fango nella trincea quotidiana del Comune.
Ovvio che poi può capitare – se sei una forza politica che trova agio nell’improvvisazione e non hai una classe dirigente su più livelli
– che il palazzo romano diventi più attrattivo, creando una collisione tra il piano locale e il piano nazionale. Soprattutto se una delle regole cardine del tuo Movimento ti impone massimo due mandati, senza differenza tra Comune, Regione e Parlamento.

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GRILLO E IL DILEMMA DEL VINCOLO DUE MANDATI

Il disagio sarebbe stato raccolto da una senatrice e riproposto, come raccontato dal Fatto quotidiano, a Beppe Grillo il 21 febbraio a Roma. Anche perché il vincolo penalizza chi ha già avviato un lavoro sul territorio. E da parte del leader una apertura, secondo le indiscrezioni, ci sarebbe stata. Si può ragionare per i consiglieri municipali e comunali, ma «il limite è intoccabile per i parlamentari». Anche perché a rischio scomparsa, per chi ha lavorato e vuole lavorare sul piano cittadino, c’è il nome di Chiara Appendino, ora sindaca di Torino, un tempo consigliera, non più riciclabile quindi a una interessante tornata regionale, ad esempio.
L’aspetto andrà senz’altro risolto. Anche perché diverse anime locali del MoVimento, pezzi discreti, preferiscono non ricandidarsi a livello locale per giocarsi la loro partita alle prossime elezioni nazionali. Potrebbe esser il caso – spiega La Stampa – di personalità come quella di Andrea Boccaccio, consigliere a Genova, Mattia Calise, ex capogruppo a Milano (che non si è ricandidato contro Beppe Sala), Alvise Maniero, sindaco di Mira. Alcuni sindaci hanno infatti espresso il desiderio di arrivare in Parlamento. A confermarlo, a La Stampa, una fonte interna tra i responsabili degli Enti locali del M5S.

(in copertina ANSA/FERMO IMMAGINE RAIDUE)