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Il nuovo Muslimban di Trump arriva assieme all’addio a Obamacare

L’amministrazione Trump ha presentato il nuovo divieto di ingresso ai cittadini provenienti dai Paesi a maggioranza islamica giudicati a rischio terrorismo. La prima versione del Muslimban era stata bocciata dalla magistratura federale, e non è più in vigore da ormai diverse settimane negli Usa. Il nuovo decreto esecutivo è stato modificato in diversi punti, per evitare un nuovo stop imposto dai magistrati. Il primo cambiamento riguarda i cittadini dell’Iraq, che potranno accedere regolarmente negli Stati Uniti. Il divieto di ingresso temporaneo riguarda ancora chi proviene da Iran, Siria, Yemen, Somalia e Libia, ma con una modifica. Coloro i quali sono in possesso di un visto di ingresso potranno accedere nonostante il divieto generale nei confronti dei loro connazionali.  Dal 16 marzo ci sarà un blocco di almeno 90 giorni nell’erogazione dei visti dai 6 Paesi musulmani sopracitati, mentre sarà sospesa per 6 mesi l’accoglienza di nuovi rifugiati. Dal decreto esecutivo è scomparsa la preferenza per i richiedenti asilo di origine cristiana, a rischio bocciatura nelle corti federali. I prossimi giorni saranno decisivi per verificare se ci sarà un’altra battaglia legale che fermerà il nuovo Musliban, difeso dall’amministrazione per aumentare la sicurezza negli Stati Uniti. L’accoglienza da parte dei Democratici così come da molti associazioni progressista indica come probabile la prospettiva di un nuovo scontro nei tribunali Usa.

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Un’altra misura chiave della campagna presidenziale di Donald Trump, la riforma sanitaria che abroga e sostituisce Obamcare, è stata presentata dal gruppo repubblicano della Camera dei Rappresentanti. I punti chiave della normativa sono la cancellazione dell’obbligo di assicurazione sanitaria, e la drastica riduzione dei fondi per l’espansione di Medicaid, il programma di assistenza pubblica a chi è sprovvisto di copertura assicurativa rivolto a chi ha i redditi bassi. La nuova riforma sanitaria repubblicana dovrà ora trovare consenso in Parlamento, e per il momento non sembra che la sua approvazione sarà celere.

Foto copertina: Ansa/ Pool/ABACA