«Aule separate per gli stranieri». Una finta circolare scatena la protesta degli studenti di Vercelli

di Redazione | 06/03/2017

vercelli

Aule sperate per gli stranieri e esami aggiuntivi. Una finta circolare ministeriale ricrea un’esperienza simile a quella delle leggi razziali del 1938 ma tra i ragazzi della scuola media Pertini di Vercelli scatta la protesta. Anche se si trattava di un esperimento, molti non erano a conoscenza dell’iniziativa e così è scoppiata la rivolta.

FINTA CIRCOLARE CONTRO GLI STUDENTI IMMIGRATI: SCOPPIA LA RIVOLTA

Del caso ne parla La Repubblica. Quando l’altro giorno i professori hanno letto la falsa circolare nelle cinque classi di terza si è scatenata la rivoluzione. La direttiva imponeva che i venti ragazzi con almeno un genitore straniero (tutti ovviamente già informati dell’esperimento prima che venisse realizzato) smettessero immediatamente di seguire le lezioni con i loro compagni. Non solo, gli stranieri dovevano fare a giugno due esami in più, su lingua e cultura italiana. A Vercelli quasi tutti i ragazzi si sono opposti. Scatenando il panico.

C’è chi ha impedito fisicamente che i compagni lasciassero l’aula, chi ha chiesto di andare con loro in quella dove sarebbero stati segregati e chi ha iniziato da subito a protestare, chiamando la preside, che era a casa malata, e cercando di mettersi in contatto con gli studenti di altre scuole per capire se stesse accadendo lo stesso. La simulazione, progettata dalle professoresse Patrizia Pomati e Carolina Vergerio per il percorso didattico verso la Giornata della Memoria alla Giornata dei Giusti di oggi, non è andata avanti a lungo, ma quanto è bastato per precipitare i ragazzi in uno dei periodi più bui della storia italiana: “L’esperimento è andato benissimo. Ci aspettavamo ovviamente una reazione, ma non della portata di quella che c’è stata – racconta, Ferdinanda Chiarello, la preside dell’istituto comprensivo di cui fa parte la Pertini – Forse se ci fosse stata una reazione così forte anche allora le cose sarebbero andate diversamente”.

Esperimento quindi riuscito. Oggi gli studenti si sono ritrovati in giardino per piantare due nuovi alberi da dedicare a Janusz Korczak, lo scrittore e pedagogo polacco morto a Treblinka e a Faraaz Hussein, lo studente di Economia musulmano che nel luglio 2016 morì nell’attentato dell’Isis a Dacca.

(foto copertina Pixabay)