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Rigopiano, la denuncia: «Suite abusiva al posto di un magazzino per pellet»

A Rigopiano laddove sorgeva la suite più lussuosa dell’hotel c’era in realtà un «stoccaggio per pellet per la caldaia». A denunciarlo è il Forum H2o alla procura di Pescara in un esposto che è stato diffuso dall’Ansa.

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Secondo quanto riporta il Forum il resort si trovava nell’area protetta del Parco nazionale del Gran Sasso, in zona 2, quindi soggetta alle autorizzazioni ambientali. In realtà la suite Casa nel bosco fu chiesta come tale finalità nel novembre 2015 e fu autorizzata a tale uso il 18 dicembre 2015. Secondo quanto riporta l’esposto, corredato con foto da siti web e pagine Facebookk la tettoia era stata in realtà già tamponata con vetri e infissi di legno e chiusa da anni, almeno dal 2010.
Sempre nel documento H2o evidenzia che i lavori del centro benessere, sulla base della foto aerea del 6 luglio 2007 tratta dal sito della Regione Abruzzo, risultavano già avanzati a quella data quando il permesso a costruire fu invece rilasciato il 28 luglio 2007.

FORUM H2o «TRAGEDIA TRA I LUOGHI PIU’ PROTETTI»

«Proviamo una grande indignazione. Quello che doveva essere uno dei posti più tutelati d’Europa, parco, zona A1 del Piano Paesistico Regionale, terreno demaniale, vincolo idrogeologico, Sito di Interesse Comunitario, Zona di Protezione Speciale, zona agricola per il PRG, si e’ trasformato in un luogo di tragedia», ha detto Augusto De Sanctis del Forum H2o ad Ansa. Per il Forum le «procedure autorizzative velocissime inconsuete per gli enti pubblici, con tanto di varianti al Piano regolatore e realizzazioni abusive. Dopo il primo esposto ci siamo anche interrogati su come ci fosse sfuggita un’opera così rilevante e leggendo le carte abbiamo capito. Il Comitato VIA della Regione Abruzzo nel 2007 ha esaminato la pratica per la Valutazione di Incidenza Ambientale del Centro Benessere omettendo del tutto di pubblicare l’avvio del procedimento sul suo sito web, come imporrebbe la Convenzione di Aarhus ratificata dall’Italia con legge 108/2001. Di solito noi leggiamo quasi tutti i progetti che vengono depositati al comitato VIA e interveniamo su molti. Tra l’altro la legge impone che sulla procedura di incidenza ambientale la regione decida ‘sentito l’ente parco’. Qui abbiamo trovato solo un’anodina nota della Regione del 18 aprile 2007, protocollata il 20 aprile al Parco che comunicava che il 26 aprile il Comitato VIA avrebbe discusso la pratica. In mezzo sabato, domenica e 25 aprile e senza inviare lo Studio di Incidenza Ambientale. Il Parco non ha emesso alcun parere». Il parco quindi avrebbe rilasciato il parere favorevole pur non avendo ricevuto la relazione geologica quando la legge istitutiva dell’area protetta impone che l’autorizzazione sia rilasciata dopo aver visionato tutti gli elaborati.

(in copertina foto ANSA/ ALESSANDRO DI MEO)