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Inchiesta Consip, nelle carte spunta anche il nome di Matteo Renzi

Nell’inchiesta della Procura di Roma che ha portato all’arresto dell’imprenditore napoletano Alfredo Romeo, accusato di corruzione per ottenere appalti della Consip (la centrale acquisti della pubblica amministrazione), spunta anche il nome di Matteo Renzi. L’ex premier è totalmente estraneo alla vicenda, mentre diversa è la posizione del padre Tiziano (indagato per traffico di influenze illecite, accusato di aver fatto da mediatore per ottenere aiuti in favore di Romeo).

 

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INCHIESTA CONSIP, MATTEO RENZI ESTRANEO MA SPUNTA IL SUO NOME

Nelle intercettazioni spuntano i 60 mila euro che l’imprenditore finito in manette ha versato alla fondazione Open di Renzi. Il nome dell’ex presidente del Consiglio compare – nonostante l’omissis – a pagina 31 dell’ordinanza firmata dal gip Gaspare Sturzo. Ne parla Grazia Longo sul quotidiano La Stampa:

Il fidato collaboratore di Romeo, l’ex deputato An Italo Bocchino, inconsapevole d’essere intercettato, un anno fa spiega all’imprenditore che ci sarebbe una volontà politica per sostenere le cooperative nell’assegnazione degli appalti per favorire il voto di scambio. E nel constatare che una società grande come quella di Romeo ha più difficoltà a gestire i dipendenti per il voto di scambio, osserva che i politici hanno meno interesse a chiedergli soldi. Nello specifico afferma: «Perché un politico può venire da te a chiederti sessantamila euro che ti ha chiesto Renzi (si tratta di una regolare donazione elargita da Romeo alla fondazione riconducibile a Renzi, ndr), ma i mille pulitori sul territorio sono mille persone che danno cinquemila euro ciascuno… sono mille persone che fanno un’assunzione ciascuno… sono mille persone che quando voti si chiamano i dipendenti… tu, invece, i tuoi dipendenti neanche sai chi sono..».

Bocchino è indagato per corruzione nel filone napoletano insieme all’ex governatore della Campania Stefano Caldoro. Stando a quanto riportato nel decreto di perquisizione Romeo si era accordato insieme al suo consigliere personale si era accordato con l’imprenditore Carlo Russo affinché quest’ultimo, utilizzando le sue relazioni personali e quelle di Tiziano Renzi, «interferisca indebitamente sui pubblici uffici presso la Consip al fine di agevolare la società di cui Romeo è dominus».

(Foto: ANSA / GIUSEPPE LAMI)