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Oscar 2017, tutte le battute e le critiche contro Donald Trump

Trump è stato il vero protagonista nella notte degli Oscar. Il presidente americano è stato l’oggetto della maggior parte delle battute di Jimmy Kimmel. Oltre al presentatore della serata, diversi artisti premiati hanno criticato Donald Trump in modo diretto o implicito nei loro ringraziamenti. Una manifestazione plastica della distanza sempre più marcata tra l’America della comunicazione e la presidenza degli Stati Uniti. Il primo riferimento polemico contro Trump è arrivato durante il monologo d’apertura di Jimmy Kimmel, che ha rimarcato come la serata degli Oscar sarebbe stata trasmessa in 225 Paesi che ora ci odiano. Un riferimento implicito all’impopolarità di Trump, che poi è stato subito dopo esplicitato.

Voglio dire un grazie al presidente Trump, ricordate l’anno scorso quando pensavamo che gli Oscar fossero i razzisti?

Dopo questa battuta Kimmel ha rimarcato come il presidente degli Stati Uniti avrebbe twittato in caratteri maiuscoli sui discorsi della notte degli Oscar durante i movimenti intestinali che lo colpiscono alle 5 del mattino. Una battuta seguita da un’altra riferita all’esclusione dei principali media americani dal briefing della Casa Bianca.

Se c’è qualcuno qui di CNN, LA o New York Times, se lavorate per qualsiasi cosa che abbia dentro la parola Times, anche Medieval Times, vi chiederei di lasciare l’edificio ora…non tolleriamo le fake news. Amiamo invece le abbronzature finte

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La presidente di Academy of Motion Picture Arts and Science Cheryl Boone Isaacs ha rimarcato il carattere globale della comunità cinematografica riunita per la premiazione degli Oscar. Un intervento che ha enfatizzato le passioni, i dolori, e le emozioni che uniscono gli uomini, al di là delle differenze del Paese di origine, che sono la base della magia del cinema. Una critica piuttosto esplicita alle politiche migratorie dell’amministrazione Trump, diventata molto netta durante le premiazioni di alcuni Oscar. Il regista iraniano vincitore del premio per il Miglior film il lingua straniera, Asghard Farhadi, ha spiegato nel suo messaggio di ringraziamento di non aver voluto partecipare alla premiazione in solidarietà ai cittadini del suo Paese, e di Iraq, Siria, Sudan, Somalia, Yemen e Libia, colpiti dal divieto di ingresso introdotto dall’amministrazione Usa. Il regista Orlando von Einsiedel, premiato per il documentario The White Helmets, ha letto un messaggio di Raed al Saleh, il responsabile dell’organizzazione che aiuta i rifugiati siriani, oggetto del film. Nel decreto sull’immigrazione di Trump era stato vietato l’asilo per chi arriva dalla Siria. Durante la presentazione del premio per il Miglior film animato, Gael Garcia Bernal ha criticato in modo esplicito l’intenzione di costruire un muro al confine tra Usa e Messico. Il tecnico responsabile degli Effetti Speciali de Il libro della giungla ha ironizzato sul fatto che lui e suoi colleghi avrebbero vinto così tanto che si sarebbero stancati, un chiaro riferimento a uno degli slogan più fortunati della campagna presidenziale di Donald Trump. Il regista di Moonlight ha rimarcato come chi si senta ostracizzato in questo momento abbia il supporto del mondo del cinema, mentre Kimmel ha chiuso lo show con altre battute su Trump. Trump Oscar

La cerimonia di premiazione ha superato le due ore e Donald Trump non ci ha ancora mandato un tweet. Mi sto iniziando a preoccupare per lui.

Per rafforzare la battuta, durante la conduzione ha twittato un paio di volte a Trump, il primo per chiedergli come stesse, il secondo per dirgli che lo salutava Meryl Street.

Foto copertina: profilo Facebook di Donald Trump