Inchiesta Consip: i pm di Roma potrebbero sentire Michele Emiliano

di Redazione | 24/02/2017

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Il governatore della Puglia Michele Emiliano potrebbe essere sentito prossimamente come testimone dalla procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione. Nell’inchiesta risultano indagati il padre del’ex premier Matteo Renzi, Tiziano, l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo e il ministro Luca Lotti.
Perché Emiliano deve esser sentito dai pm?

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MICHELE EMILIANO, IL PADRE DI RENZI, LUCA LOTTI E QUEGLI SMS RIPORTATI DAL FATTO

Oggi Il Fatto quotidiano entra nel merito della vicenda. In un pezzo a firma di Marco Lillo.

Michele Emiliano sembra più imponente e meno bonario del solito. Quando il cronista lo affronta a sorpresa con la domanda secca – “Lei è mai stato a casa di Carlo Russo in Salento?” – il presidente della Regione Puglia si inalbera: “Mai. Come le viene in mente che un presidente di Regione vada al mare a casa di un soggetto simile?”.

Emiliano tira fuori il telefonino e così, su due piedi, fa il colpo di teatro: “Eccoli tutti gli sms con Russo: si interrompono nel 2015. Ed ecco il messaggino di Lotti che mi dice di incontrarlo”. Luca Lotti? Il cronista sobbalza, ma finge un distratto interesse. Per dimostrare la sua totale estraneità al giro di Russo e dei Renzi, Emiliano mostra pure gli sms con il padre dell’ex premier nel 2015: “Ecco qui. Era lui che tentava di incontrarmi in un hotel a due passi da casa mia. Ma non ci siamo mai visti. Soddisfatto?”.

Al centro della questione ci sarebbero – come svela Il Fatto – alcune intercettazioni ambientali eseguite dal Noe. Carlo Russo, amico di Tiziano Renzi, avrebbe proposto ad Alfredo Romeo un affare immobiliare da realizzarsi con Tiziano Renzi in Puglia, a Castro, dove lo stesso Russo ha casa. E sarebbe stato in quel contesto che Russo avrebbe vantato con Romeo dei rapporti con Emiliano.
Riporta ancora Lillo:

Quando Romeo, con sorpresa, lo interrompe facendogli notare che il premier e il governatore avevano litigato, Russo aggiunge che papà Tiziano sta tentando di propiziare la pace e che per questo avrebbe fatto addirittura appostamenti vicino a casa di Emiliano per incontrarlo. Questo è quello che dice Russo a Romeo.

Potrebbero esser chiacchiere e chiacchere sembrano secondo quanto dice il governatore pugliese al quotidiano. Ma c’è di più. C’è quello che Emiliano, sfidante di Matteo Renzi ora per la segreteria del Partito democratico, ha svelato oggi al Fatto.

Quando poniamo a Emiliano la domanda se Russo gli abbia mai parlato di affari nel Salento, lui prima resta sorpreso e poi si inalbera: “Le apro il telefonino davanti. Conservo tutto io. Questo è il primo messaggio mio a Luca Lotti”. Emiliano prosegue il suo racconto con il telefonino in mano: “Vede, era ottobre 2014, Renzi era da poco premier, io scrivo a Lotti: ‘Conosci un certo Carlo Russo che sta venendo a Bari a ‘sostenermi’ dicendo che è amico tuo e di Maria Elena Boschi?’ Lotti – dice ancora Emiliano – mi risponde laconico, come lei vede: ‘Lo conosciamo’. Allora io insisto con questo altro messaggio: ‘In che senso? Lo devo incontrare o lo devo evitare?’. E questa qui – racconta il governatore – è la risposta di Lotti: ‘Ha un buon giro ed è inserito nel mondo della farmaceutica. Se lo incontri per 10 minuti non perdi il tuo tempo’”.

Il contenuto degli sms potrebbe esser oggetto anche dell’interrogatorio al quale Tiziano Renzi, indagato per concorso in traffico di influenze, sarà sottoposto la settimana prossima dal pm Mario Palazzi, che segue le indagini di piazzale Clodio.

(in copertina foto ANSA/ANGELO CARCONI)