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Scissione PD, chi esce e chi resta

La scissione del PD appare ormai certa, anche se meno dirompente di quanto era apparsa fino all’assemblea nazionale di domenica scorsa. La direzione nazionale del Partito Democratico ha istituito la commissione congressuale che stabilità il regolamento per il rinnovo degli incarichi. Il punto di scontro più importante, la data del congresso, non è stato però stabilito.  Matteo Renzi era già volato verso la California, una presa di distanza fisica dalla scissione, sminuita dai suoi fedelissimi come abbandono di pochi. Nell’intervento di ieri alcuni esponenti della minoranza PD rimasti nel partito, come Gianni Cuperlo, da tempo allontanatosi da Bersani, hanno proposto di farlo svolgere a luglio, mediazione però immediatamente bocciata. Michele Emiliano è intervenuto per lanciare la sua candidatura alla segreteria del Partito Democratico, spiegata oggi in ben tre interviste sui principali quotidiani nazionali, Corriere della Sera, La Stampa e Il Messaggero. Il presidente della Puglia ha rimarcato come la vera battaglia per un un nuovo centrosinistra si combatta nel PD, mentre ha criticato la mancanza di strategia della scissione. Emiliano ha confermato di non voler stare un partito di sinistra ridotto alla testimonianza con Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani. L’ex segretario e presidente dei DS, primo e finora unico presidente del Consiglio ex Pci in Italia, e l’ex segretario del PD hanno invece annunciato il loro addio in TV. Il nuovo partito sarà lanciato nei prossimi giorni, e lo guideranno Enrico Rossi e Roberto Speranza, con una probabile collaborazione con Giuliano Pisapia. I toni di D’Alema e Bersani sono molto duri verso Matteo Renzi, ma meno conflittuali nei confronti del PD. L’idea di fondo appare la costruzione di un’alleanza con il Partito Democratico, in una fase successiva al voto,  capace di rendere più competitivo il centrosinistra grazie al recupero dei voti più di sinistra persi dal Partito Democratico sotto Renzi e andati in questi anni verso M5S ed astensione. La scissione del PD non porterà forse alla nascita di un nuovo partito, visto che per il momento sarà battezzato solo un nuovo gruppo parlamentare, che rimane all’interno della maggioranza che sostiene il Governo Gentiloni. Una parte della minoranza rimane però nel PD, schierata con Michele Emiliano, oppure con la sempre più probabile candidatura di Andrea Orlando.

Foto copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI

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