Beppe Grillo e la posizione scomoda sullo stadio della Roma | VIDEO

di Stefania Carboni | 20/02/2017

beppe grillo stadio roma

«Non decido io sullo stadio, ci sono delle problematiche che verranno discusse con la giunta e il sindaco. Se si dovesse fare uno stadio sarà fatto con dei criteri che qui non hanno mai visto. E’ tutto in discussione, decideremo insieme ai cittadini». Beppe Grillo commenta così, lasciando l’hotel Forum, il progetto Tor di Valle. Il fondatore M5S sta incontrando in queste ore il sindaco di Roma Virginia Raggi perché proprio lo stadio della Roma rischia di non esser molto apprezzato dalla base 5 stelle.

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(Gaia Romani/alaNEWS)

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IL PRESIDIO M5S PER CHIEDERE IL NO ALLO STADIO DELLA ROMA: «VIRGINIA ACCETTA LA NOSTRA BUSTA»

Domani attivisti M5S, e non, contrari alla costruzione dello stadio si incontreranno in piazza Madonna di Loreto, vicino al Campidoglio, per una manifestazione. L’evento sta raccogliendo varie adesioni via Facebook e si chiama ‘Virginia parliamo insieme dello stadio‘. «Grillo pensi allo stadio del Genoa, a quello della Roma pensiamo noi cittadini romani….fatto grave tacitare una deputata portavoce dei cittadini, non di Grillo o Casaleggio srl», ha commentato un utente. Il riferimento è alla deputata Roberta Lombardi, da sempre su posizioni diverse rispetto alla sindaca e le cui critiche non hanno trovato appoggio tra i vertici M5S. Obiettivo della manifestazione è consegnare una lettera in Campidoglio, indirizzata a Virginia. Anche perché le resistenze al progetto targato As Roma sono non solo esterne ma anche interne, tra membri della giunta. Il rischio però di dire no e far figurare il Movimento come una realtà disfattista è molto alto. Troppo, per questo, cautamente, si aspetta in attesa che “terzi” sbroglino la matassa.

LO STADIO DELLA ROMA E IL VINCOLO DELLA SOPRINTENDENZA

Su Tor Di Valle la Soprintendenza ha posto un vincolo sull’area dell’Ippodromo. Per l’esattezza sulla tribuna realizzata dall’architetto Lafuente. Secondo quanto riferito dal ministro Madia le soprintendenze sono autonome e indipendenti e il ministro dei Beni culturali e del Turismo non ha alcuna possibilità di condizionarne le scelte. «Se intervenissi per cercare di influenzare i procedimenti in corso violerei la legge commettendo un atto illecito», ha detto il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini. «Esistono percorsi amministrativi e giurisdizionali che consentono a tutti gli interessati, privati o istituzionali, di tutelarsi», ha aggiunto. «Come previsto da uno dei decreti della riforma che porta il nome del ministro Madia, a conclusione dell’iter in conferenza dei servizi, la scelta finale, per la parte di competenza statale, potrà essere portata alla decisione del Consiglio dei Ministri».