Sentenza Sarah Scazzi: confermato l’ergastolo per Cosima Serrano e Sabrina Misseri. Arrestato Michele Misseri

di Redazione | 21/02/2017

sentenza sarah scazzi

I giudici della prima Corte di Cassazione hanno confermato la condanna all’ergastolo per Cosima Serrano e Sabrina Misseri per l’omicidio della 15enne Sarah Scazzi avvenuto ad Avetrana, in provincia di Taranto, il 26 agosto 2010. Confermata anche la condanna a 8 anni per Michele Misseri (padre di Sabrina e marito di Cosima) per soppressione del cadavere. La Corte ha poi ritoccato al ribasso di un anno la pena per il fratello di Michele, Carmine Misseri, riducendola a 4 anni e 11 mesi. Confermate, infine, anche le pene per Vito Russo e Giuseppe Nigro, entrambi condannati a un anno e 4 mesi per favoreggiamento personale. Con la condanna definitiva da parte della a 8 anni di carcere scatteranno le manette per Michele Misseri, attualmente a piede libero. Michele Misseri è stato arrestato qualche ora dopo la sentenza della Cassazione. Deve scontare otto anni di reclusione per concorso in soppressione di cadavere per l’omicidio della nipote quindicenne.

In Aula ad assistere alla lettura del verdetto, questa mattina, c’erano anche Giacomo e Claudio Scazzi, papà e fratello di Sarah.

«Rimaniamo convinti che c’è un colpevole e due innocenti che stanno scontantando la pena al suo posto», ha dichiarato a caldo Roberto Borgogno, legale di Cosima Serrano. «Sono due sventurate – ha detto parlando delle due condannate – Non ci arrendiamo. Combatteremo fino alla fine. È una battaglia per la giustizia, perché siamo davanti a un enorme errore giudiziario».

«Oggi si chiude questa dolorosissima pagina giudiziaria. La famiglia ha bisogno di trovare pace», ha detto invece l’avvocato dell famiglia Scazzi Walter Biscotti. «Voglio ricordare i 40 giorni in cui una madre disperata ha girato le televisioni per ripetere gli appelli per la figlia scomparsa. Concetta ha avuto un ruolo determinante in questa vicenda». «’Secondo me è una sentenza giusta, netta ed equilibrata, fatta sulla base di prove certe e di un lavoro che non è durato un mese o un anno ma tanti anni, da parte di persone fortemente motivate che hanno fatto una cosa eccezionale», ha detto invece Claudio Scazzi, fratello di Sarah.

SENTENZA SARAH SCAZZI, IN CASSAZIONE CONFERMATO ERGASTOLO PER COSIMA SERRANO E SABRINA MISSERI

Già in Corte di Assise e in Appello Cosima Serrano e Sabrina Misseri, madre e figlia, rispettivamente zia e cugina di Sarah Scazzi, erano state condannate all’ergastolo per l’omicidio della 15enne Sarah Scazzi, strangolata il 26 agosto del 2010 ad Avetrana, in provincia di Taranto. Precisamente la corte d’Assise di Taranto aveva condannato Cosima e Sabrina all’ergastolo nell’aprile 2013, verdetto poi confermato il 27 luglio 2015 dalla Corte d’Appello.

 

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Ieri nel corso dell’udienza davanti alla Prima sezione penale c’è stata la discussione del procuratore generale della Suprema Corte, degli avvocati di parte civile e dei difensori dei sei imputati. In mattinata c’è stata una lunga relazione del giudice Antonio Cairo, durata circa 3 ore e mezza, nella quale sono state ripercorse le fasi di merito e i motivi di ricorso. L’udienza è poi ripresa nel pomeriggio con un requisitoria del sostituto pg della Cassazione Fulvio Baldi. In seguito le arringhe degli avvocati di parte civile e dei difensori degli imputati.

La sentenza dei giudici della Cassazione sostanzialmente condivide l’impianto accusatorio della sentenza emessa in Appello a luglio 2015, come chiesto da Baldi. Il sostituto pg aveva chiesto ieri per Cosima Serrano e Sabrina Misseri i due ergastoli già inflitti. L’accusa aveva poi chiesto la conferma delle condanne per gli altri quattro imputati: Michele e Carmine Misseri, condannati in appello per la soppressione del cadavere, e Vito Russo e Giuseppe Nigro, accusati di favoreggiamento. Baldi davanti alla Corte ha chiesto la conferma della condanna a 5 anni e 11 mesi per Carmine Misseri, il fratello di Michele cui secondo i giudici di merito quest’ultimo chiese aiuto per sopprimere il corpo della 15enne. Da solo, ha sottolineato ieri il pg, non sarebbe riuscito a sollevare il masso che ricopriva il pozzo, denudare il corpo, calarlo nel pozzo e bruciare i vestiti». È stato poi sottolineato il rapporto quasi simbiotico fra i due «fratelli e amici».

Al contrario, Franco Coppi, legale difensore di Sabrina Misseri, alla prima sezione penale della Cassazione aveva chiesto ieri l’annullamento della condanna all’ergastolo di Sabrina Misseri senza rinvio «perché è chiara la responsabilità di Michele». «Michele Misseri – sono state le parole di Coppi ieri in aula – ha ucciso Sarah e ha ritrattato la sua confessione accusando la figlia Sabrina nel tentativo di evitare l’ergastolo» davanti ai giudici. Roberto Borgogna, legale di Cosima Serrano, ha parlato invece di «processo di una banalità sconcertante» il cui colpevole «non può che essere Michele Misseri».

SENTENZA SARAH SCAZZI, STORIA

Dopo l’uccisione, quel 26 agosto 2010, il corpo di Sarah Scazzi sarebbe stato nascosto da Michele Misseri, marito di Cosima Serrano e padre di Sabrina Misseri, il quale dopo aver cambiato più volte versione, continua ancora oggi ad autoaccusarsi dell’omicidio della nipote.  Il giorno della scomparsa la 15enne Sarah aveva appuntamento per un’amica per andare al mare, ma non si presentò. Il corpo della ragazza fu fatto ritrovare, proprio da Michele Misseri colpito dal rimorso, in un pozzo-cisterna 42 giorni dopo, confessando di aver ucciso la ragazza. Una versione poi ritrattata poi alcuni giorni dopo, quando il contadino di Avetrana chiamò in causa sua figlia Sabrina. Michele Misseri si è poi dichiarato colpevole, ma le indagini avevano già preso un altro corso.

(Immagini da archivio Ansa)