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Stadio Roma, M5S diviso. Lombardi: «No a questo progetto». Grillo: «Non decidono i parlamentari»

L’ennesima prova della frattura interna al Movimento 5 Stelle sul nuovo stadio della Roma arriva dalle ultime dichiarazioni di alcuni tra i massimi esponenti del partito di Beppe Grillo. Emergono due linee diverse: da una parte c’è chi boccia il progetto attuale, dall’altra chi difende le scelte del Campidoglio e preferisce dare tempo per ogni valutazione alla giunta guidata dalla sindaca Virginia Raggi.

 

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STADIO ROMA, LOMBARDI: «COLATA DI CEMENTO, NO A QUESTO PROGETTO»

«Questo – ha scritto stamattina la deputata Roberta Lombardi su Facebook sposando le istanze avanzate dall’ex assessore all’Urbanistica Paolo Berdini – non è un progetto per la realizzazione di uno stadio, questo è un piano di speculazione immobiliare che una società statunitense vuole portare avanti ad ogni costo in deroga al nostro piano regolatore, nell’esclusivo interesse di fare profitto sulle nostre spalle». Lombardi parla dunque di progetto «non realizzabile». Il M5S «non può permetterlo», dice riferendosi alla «speculazione». «Per anni – spiega ancora la parlamentare – i costruttori a Roma hanno fatto così: compravano terreni e poi si accomodavano le destinazioni, rendendole edificabili, grazie alla compiacenza della politica».

 

STADIO ROMA, LOMBARDI: «DECIDONO GIUNTA E CONSIGLIERI»

«Sullo stadio della Roma – ha scritto invece Beppe Grillo in un post scriptum rispondendo alla denuncia della Lombardi – decidono la Giunta e i consiglieri. I parlamentari pensino al loro lavoro».

Già ieri il blog del leader aveva zittito il coordinatore del tavolo urbanistica del M5S Roma, Francesco Sanvitto, anche lui favorevole ad un annullamento della delibera comunale che sancisce il pubblico interesse per il progetto dello stadio. «Per le questioni inerenti le amministrazioni guidate dal Movimento 5 Stelle – scriveva il sito del comico genovese – gli unici titolati a parlare, in nome e per conto del M5S, sono gli eletti. Chiunque altro si esprime solo a titolo personale e come tale devono essere prese le sue dichiarazioni». Sanvitto aveva preannunciato per il 21 febbraio una lettera alla sindaca Virginia Raggi a nome del coordinamento romano per chiederle l’annullamento della delibera.

(Foto: ANSA / GIUSEPPE LAMI)