La rabbia in psicologia: cos’è e come gestirla

di Redazione | 16/02/2017

La rabbia in psicologia cos'è e come gestirla

La rabbia in positivo può sembrare un paradosso, poiché generalmente la si associa all’aggressività e, in ultimo, alla violenza. Per questa ragione nel tempo ha acquisito un’accezione negativa ed è considerata qualcosa da mal tollerare e inibire.
È quindi importante comprendere la sua funzione sana per poterla valorizzare nelle relazioni interpersonali.

Cos’è la rabbia?

La rabbia è un’emozione primaria, cioè innata, osservabile anche in bambini molto piccoli. Di fronte a uno stimolo minaccioso la rabbia diventa l’allarme che ci prepara all’azione (attacco o difesa). È un’emozione fondamentale!                   

Cosa ci fa arrabbiare?

Cos'è la rabbia

  • vedere un ostacolo tra noi e il nostro bisogno/desiderio da realizzare (frustrazione)
  • percepire un torto, un sopruso, un’ingiustizia
  • vivere qualcosa come una costrizione (fisica o psicologica)
  • ricevere un danno
  • sentirsi in trappola
  • sentire ledere la dignità o la libertà personale

ESEMPIO: Al supermercato un signore prova a scavalcare la fila per le casse. Tra i presenti si osserveranno reazioni emotive differenti: da un semplice fastidio alla collera per la sensazione di aver subito un torto o un’ingiustizia. La rabbia aumenta se si interpreta il gesto come intenzionale.

L’aggressività o la passività sono le reazioni più comuni associate alla rabbia. Però sono entrambe controproducenti e pericolose.

Cosa ci fa arrabbiare

L’aggressività mira a ferire, punire o danneggiare. Quindi, anche se la rabbia scaturisce da un causa legittima, la reazione aggressiva (gridare, accusare, imprecare, umiliare) compromette i risultati.

La passività o l’inibizione (rabbia taciuta o bloccata) creano una pressione interna che prima o poi cerca sfogo (es. disturbi psicosomatici, depressione).

Incanalare la rabbia in direzioni più costruttive consente di riscoprirne l’importanza e utilizzarla a buon fine.

Strategie di comunicazione non aggressive né passive, come l’assertività consentono di esprimere pensieri, emozioni e bisogni con fermezza (anche vigore!) ma nel rispetto dell’altro.

Ritornando all’esempio, si può dire con tono deciso ma non aggressivo: “Signore c’è la fila per le casse, deve aspettare il suo turno!”.

come gestire la rabbia e renderla un'opportunità

La rabbia come gestirla e renderla un’opportunità:

  • affermare il proprio punto di vista in modo deciso, ma non aggressivo;
  • difendere i propri diritti con fermezza, uscendo dalla passività;
  • imparare a dire “NO!”, a dire “BASTA!”;
  • esprimere il proprio dissenso;
  • aumentare il senso di autostima ed autoefficacia;
  • rispettare il proprio sentire più profondo.

Come tutte le altre emozioni, dunque, anche la rabbia va compresa e vissuta in modo consapevole, senza paura, utilizzandola come risorsa per l’affermazione sana di se stessi!

 

Alessia Leotta  è una collaboratrice sul sito Miss Strawberry Fields.

Laureata in Psicologia Clinica e di Comunità all’Università La Sapienza di Roma e iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio (n°11884). Nel 2012 ho collaborato con il Mensile “Ragazza Moderna” per la rubrica dei professionisti “S.O.S.”. Nello stesso anno, sono stata invitata a partecipare a un esperimento in vivo, “Aperitivo con lo Psicologo”, per la rivista “Cosmopolitan” (Italia). Il mio obiettivo sarà quello di offrire spunti di riflessione su tematiche di psicologia ad ampio spettro, facendo incontrare, così, due mie grandi passioni: la Psicologia e la Scrittura. E per rendere tutto più dinamico, vi aspetto numerosi e attivi con domande, chiarimenti e curiosità!

(fonte foto copertina Miss Strawberry Fields)