Stefano Cucchi, chiesto il rinvio a processo per cinque carabinieri

di Redazione | 14/02/2017

Caso Cucchi

La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di cinque carabinieri coinvolti nell’indagine bis sulla morte di Stefano Cucchi. Il giovane romano è scomparso a 32 anni il 22 ottobre del 2009, dopo esser stato arrestato sei giorni prima in possesso di droga.  A firmare la richiesta di giudizio il procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone e il pubblico ministero Giovanni Musarò. L’accusa più grave riguarda tre carabinieri, Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco, che si trovavano in servizio presso il comando stazione di Via Appia nel momento dell’arresto di Cucchi, che potrebbero esser sottoposti a processo per omicidio preterintenzionale. Secondo la procura di Roma sarebbero loro i presunti responsabili delle violenze che poi hanno favorito la morte di Stefano Cucchi. Il reato è aggravato dall’aver commesso il fatto abusando dei poteri e violando i doveri inerenti alle funzioni degli ufficiali di polizia giudiziaria. Secondo l’accusa Di Bernardo, D’Alessandro e Tedesco avrebbero picchiato il giovane romano, con schiaffi, calci e pugni, provocandogli gravi ferite, anche permanenti, che hanno provocato la morte di Cucchi insieme alla condotta omissiva del personale sanitario dell’ospedale Pertini. Il carabinieri Tedesco risponde anche di falso nella compilazione del verbale di arresto e calunnia insieme al maresciallo Roberto Mandolini,  a capo della stazione Appia nel momento dell’arresto. Vincenzo Nicolardi, anche lui carabiniere, risponde di calunnia con Di Bernardo e e D’Alessandro per aver incolpato gli ufficiali della polizia penitenziaria in merito alle violenze subite da Stefano Cucchi. Il giovane romano era stato arrestato in flagranza di reato con 28 grammi di hashish e qualche grammo di cocaina la sera del 15 ottobre, e portato dai carabinieri presso la stazione di Via Appia, dove trascorre la notte in cella. Nel processo per direttissima il giovane presenta evidenti segni di lesioni, che poi lo porteranno al ricovero in ospedale, e infine alla morte. Un travaglio durato 7 giorni, con la famiglia impossibilitata a vederlo prima della scomparsa. Dopo la morte di Stefano Cucchi sono partite le indagini, e un lungo iter giudiziario ancora aperto.