Crescita Italia
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L’UE conferma la previsioni su crescita e debito dell’Italia

La crescita dell’Italia sarà la più bassa tra le 28 economie dell’UE nel 2017. Il dato, particolarmente negativo in termini relativi, è inserito tra le previsioni invernali pubblicate oggi dalla Commissione europea. Secondo i funzionari dell’UE il Pil italiano sarà l’unico ad aumentare meno dell’1% nel 2016. La Commissione ha confermato la sua stima per un incremento della ricchezza nazionale dello 0,9% per quanto riguarda la nostra economia, mentre l’area euro dovrebbe crescere dell’1,6%, percentuale che sale all’1,8% per quanto riguarda l’intera UE.

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Le previsioni invernali della Commissione   per l’Italia stimano un aumento del debito pubblico sopra al 133% nel 2017, e una discesa molto contenuta del tasso di disoccupazione, che dovrebbe diminuire di un decimo percentuale. Il deficit è stimato al meno 2,3% nel 2016, e su valori simili nel 2017 e nel 2018, grazie però alle clausole di salvaguardia fissate precedentemente. Nella previsione per l’Italia l’esecutivo dell’UE ha preso nota dell’impegno del Governo Gentiloni di ridurre il disavanzo con una correzione di bilancio, mentre il commissario Moscovici ha rimarcato come ci sia un positivo dialogo con Roma.  La Commissione prevede per la prima volta dal 2008 un triennio in cui tutti i Paesi membri aumenteranno la propria ricchezza nazionale. Il miglioramento dell’economia favorisce anche la discesa del tasso di disoccupazione, così come il calo del debito pubblico in Europa. Il tasso di di chi cerca lavoro ma non lo trova dovrebbe diminuire al 9,1% nel 2017, mentre il rapporto tra debito pubblico e Pil dell’intera UE è previsto scendere sotto al 90% nel 2018. Si tratta di valori ancora superiori ai livelli precrisi. L’inflazione è stimata in crescita all’1,7% nel 2017, e all’1,4% nel 2018, valori vicini alla stabilità dei prezzi perseguiti dalla Banca centrale europea. Il miglioramento dell’economia e l’aumento dell’inflazione rendono di conseguenza più probabile la conclusione del Quantitative Easing, anche se per ora la Bce di Draghi ha solo indicato una diminuzione del ritmo di acquisti.

Foto copertina: EPA/OLIVIER HOSLET