Mafia, colpo al patrimonio riconducibile al boss Matteo Messina Denaro: confisca da 13 mln

di Redazione | 11/02/2017

matteo messina denaro

Mafia. Inferto un nuovo colpo al patrimonio riconducibile al ricercato numero uno della grande criminalità organizzata siciliana, il boss Matteo Messina Denaro, e alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara. I carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani hanno proceduto alla confisca dei beni per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro a carico degli imprenditori Filippo Greco, Antonino Moceri e Antonino Francesco Tancredi, nonostante siano stati assolti lo scorso anno dalla corte di appello di Palermo.

MAFIA, COLPO AL PATRIMONIO RICONDUCIBILE A MATTEO MESSINA DENARO

Il tribunale di Trapani ha evidenziato la sussistenza dei presupposti alla base dell’originario provvedimento di sequestro, disponendo la confisca di 108 immobili, 4 società operanti nel settore dell’olivicoltura, 11 veicoli e numerosi rapporti bancari. Tra i beni confiscati ci sono ville, abitazioni, fabbricati industriali e terreni.

 

LEGGI ANCHE > Totò Riina non vuole parlare più con i giudici della trattativa Stato-mafia: «Sto male»

 

I tre imprenditori erano stati arrestati nel dicembre del 2011 per concorso esterno in associazione mafiosa e fittizia intestazione di beni, insieme ad altri indagati. L’indagine aveva messo in luce le modalità di controllo delle attività economiche e produttive del territorio da parte dell’organizzazione, riconducibile al boss latitante Messina Denaro, attraverso la gestione occulta di società ed imprese in grado di monopolizzare il remunerativo mercato olivicolo. Era emersa infatti la riconducibilità alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara degli oleifici della Moceri Antonino & c. srl e dell’Eurofarida srl, che il capo mafia trapanese avrebbe intestato fittiziamente agli imprenditori Tancredi e Moceri, al fine di eludere la normativa antimafia. Oltre a queste aziende, sono state oggetto di confisca anche la società semplice Moceri olive e l’impresa individuale Tancredi Antonino Francesco, entrambe operanti nel settore agricolo ed olivicolo, risultate provento di attività illecite.

Nel provvedimento di confisca, notificato in questi giorni dai carabinieri, anche, il compendio patrimoniale di Greco, già titolare di società immobiliari e di costruzioni nella provincia di Varese, e ritenuto imprenditore di riferimento del noto Francesco Luppino.

(Immagine da archivio Ansa)