«Patata bollente» per la Raggi, su Libero Feltri insiste: «Nascono da un ‘Vaffa’ e fanno le verginelle»

di Redazione | 11/02/2017

virginia raggi libero

Non fa nemmeno un passo indietro oggi, il quotidiano Libero, dopo le polemiche di ieri per il titolo in prima pagina a doppio senso (e sessista) «Patata bollente» che offende la sindaca di Roma Virginia Raggi. «Nascono da un ‘Vaffa’ e fanno le verginelle» si legge oggi sul giornale diretto da Vittorio Feltri (che ripropone – come già fatto ieri – il confronto con il trattamento riservato ad una ragazza che frequentava i festini nelle residenze di Silvio Berlusconi). «Gli educati inventori del Vaffaday – si spiega – ci mettono alla gogna e la sinistra si accomoda accusandoci di sessismo. Ma quando riservammo a Ruby la medesima copertina dedicata alla Raggi nessuno si lamentò. Al solito, due pesi e due misure».

 

virginia raggi libero
(Prima pagina del quotidiano Libero di sabato 11 febbraio)

 

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RAGGI «PATATA BOLLENTE», FELTRI: «SALVINI, MA TI SENTI BENE?»

Scrive il direttore (accusando M5S e perfino il segretario della Lega Nord che ha espresso ai pentastellati la propria solidarietà):

Accusano noi di sessismo e dimenticano che il Movimento 5 stelle nacque col vaffaday, cioè con l’ideologizzazione del vaffanculo. D’accordo che il culo è neutro, maschile e femminile, però non è più chic della patatina fritta. Perfino Matteo Salvini in questa circostanza ha espresso solidarietà a Virginia. Ne siamo sorpresi. Solidarietà di che? Di casta? Noi siamo cronisti e raccontiamo quello che vediamo con una scrittura il più colloquiale possibile, e tu Salvini, che pur ci conosci, per fare il figo ti allei coi grillini allo scopo di crocefiggerci come se fossi una qualsiasi Boldrini? Scusa, ma ti senti bene?

E ancora, concludendo il suo editoriale:

Spero di non offendere nessuno se affermo che siamo di fronte a un plotone di esecuzione formato da “pistola fumanti”. Gente che spara alla cieca per adeguarsi al conformismo più vieto. Non abbiamo la pretesa che si condividano le nostre idee. Ci accontentiamo di poterle esprimere senza dover affrontare tribunali speciali. Siamo sessisti? Forse. Ma noi lo siamo a parole, e gratis. Altri lo sono in pratica e si fanno triplicare la paga solo perché vogliono bene a chi gliela dà. La paga. E magari non solo quella.

 

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RAGGI «PATATA BOLLENTE», LIBERO: «CI QUERELI PURE PER DIFFAMAZIONE…»

Infine, da Libero è arrivata anche una risposta al post su Facebook postato nel tardo pomeriggio di ieri da Virginia Raggi nel quale la sindaca di Roma ha annunciato la sua richiesta di un risarcimento per diffamazione. «Evidentemente – ha risposto il quotidiano diretto da Vittorio Feltri – come avvocato non è migliore che come sindaco». Si legge oggi a pagina 4:

Presenti pure la querela per diffamazione. Evidentemente come avvocato non è migliore che come sindaco. «Patata bollente» non è un insulto ma uno scherzo. «Vaffanculo»,il grido di battaglia del suo Movimento, quello è un insulto. Non abbiamo assolutamente nulla contro le sindache donna, qualcuna l’abbiamo anche sostenuta. Dire che la attacchiamo solo in quanto è un sindaco donna, è un’accusa sessista nei nostri confronti. È chiaro che sta utilizzando una finta indignazione per uscire dalle difficoltà in cui si è infilata.

(Immagine di copertina: pagina 3 del quotidiano Libero di sabato 11 febbraio)