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Berdini sul colloquio con la Stampa: «Io un idiota, ma tra un mese mi avrebbero cacciato lo stesso»

A colloquio con Repubblica Paolo Berdini si sfoga e si pente del colloquio di pochi giorni fa con un giornalista della Stampa, in cui definiva la sindaca Virginia Raggi «impreparata» e «vicina a una banda» (riferendosi al gruppetto dei ‘Quattro amici al bar’). L’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma (che molto probabilmente verrà sostituito) se la prende con se stesso per le dichiarazioni rilasciate, fa sapere di avere il destino segnato, e che vuole scomparire, «far abbassare la polvere».

 

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PAOLO BERDINI SUL COLLOQUIO CON IL GIORNALISTA DELLA STAMPA

«Sono un coglione, questa è la verità», afferma a Repubblica. E dice anche che, in ogni caso, sarebbe stato cacciato dopo la fine della trattativa sul nuovo stadio della Roma. Scrivono Giovanna Vitale e Stefano Bartezzaghi:

«Sto malissimo», confessa con un filo di voce. «I giornalisti mi assediano, ce li ho tutti qui sotto casa, ho dovuto staccare il cellulare e chiudermi dentro, senza più neppure la libertà di uscire a prendere una boccata d’aria», si sfoga. «La verità è che mi vergogno. Ho combinato un casino, provocato un danno non solo a me stesso, quello ormai mi interessa poco, ma a Virginia e a una squadra che proprio non lo meritava. In tarda età scoprire di essere un perfetto idiota è davvero un brutto risveglio».
Non cerca attenuanti, Berdini, non si aggrappa più a smentite impossibili. Adesso vuole solo silenzio. Scomparire. «Far abbassare la polvere», dice. Accogliendo quasi con sollievo la notizia che Raggi ha già cominciato il casting per individuare il suo successore: «Almeno così finisce l’agonia, sarebbe forse la soluzione migliore», riflette ad alta voce, «tanto probabilmente fra un mese mi avrebbero cacciato lo stesso, dopo la fine della trattativa sullo stadio della Roma, che loro vorrebbero chiudere in un modo e io in un altro».

(Foto: ANSA / ANGELO CARCONI)