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Totò Riina non vuole parlare più con i giudici della trattativa Stato-mafia: «Sto male»

Totò Riina non vuole più parlare con i giudici. A sorpresa lo storico boss di Cosa Nostra, imputato al processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, ha revocato il consenso a farsi interrogare dal pm anticipato, alla scorsa udienza, informalmente attraverso il suo legale, l’avvocato Giovanni Anania.

TOTÒ RIINA NON VUOLE PARLARE PIÚ CON I GIUDICI DELLA TRATTATIVA STATO-MAFIA

«Sto male, ho un problema», ha detto Totò Riina in video collegamento dal carcere di Parma. Un dietrofront, il suo, dopo l’inconsueta volontà di sottoporsi a interrogatorio comunicata al difensore.

La decisione di Totò Riina di acconsentire all’interrogatorio dei pubblici ministeri aveva destato clamore nei giorni scorsi, perché sarebbe stata la prima volta per l’ex capo di Cosa Nostra. Totò Riina, infatti, da quando è stato arrestato nel gennaio del 1993 non si è mai sottoposto ad interrogatorio e ha fatto solo dichiarazioni spontanee. Un suo eventuale sì avrebbe, invece, comportato per la procura la possibilità di fargli un ampio numero di domande.

«Questo è un processo vuoto, non c’è motivo per cui il mio cliente dovrebbe rifiutarsi di rispondere», aveva detto il legale di Totò Riina dopo avere parlato al telefono col l’ex Capo dei capi e averne raccolto la volontà.

Una volontà, quella del capo di Cosa Nostra, improvvisamente venuta meno e giustificata dal boss con le sue precarie condizioni di salute in cui versa oramai da molto tempo. Al momento nessuno degli imputati del processo sulla trattativa Stato-mafia ha acconsentito a rispondere in aula ai pubblici ministeri, tranne Massimo Ciancimino e il pentito Giovanni Brusca.

Oltre a Totò Riina, anche Mario Mori, Antonio Subranni, Giuseppe De Donno, Leoluca Bagarella e Antonino Cinà hanno comunicato alla Corte di Assise il mancato il consenso a sottoporsi all’esame della pubblica accusa, rappresentata oggi dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dai sostituti procuratori Nino Di Matteo e Roberto Tartaglia.

(Foto da archivio Ansa)