Ma Trenitalia non sapeva nulla dell’algoritmo che ha beffato i pendolari?

di Redazione | 07/02/2017

migrante Vercelli

Trenitalia era a conoscenza della formula matematica di base utilizzata per definire la tariffazione per i treni interregionali. Non era estranea alla definizione dell’algoritmo che per ben dieci anni ha ingannato migliaia di pendolari che si spostano da regione a regione. È quanto sostiene oggi il presidente della Conferenza Regioni e Province autonome Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna. A proporre il sistema sbagliato che ha determinato costi troppo alti dal 2007 in poi, secondo Bonaccini, sarebbe stata proprio la società partecipata di Ferrovie dello Stato incaricata di gestire il trasposto ferroviario passeggeri.

 

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ALGORITMO SBAGLIATO, REGIONI CONTRO TRENITALIA

«È prassi – è una dichiarazione del governatore emiliano ripresa oggi da Repubblica – che le manovre tariffarie sovra regionali vengano preventivamente condivise con Trenitalia. Trovo sorprendente che l’azienda oggi si mostri estranea alla definizione dell’algoritmo che fu essa stessa a proporre. La modalità di calcolo fu non solo condivisa ma richiesta da Trenitalia per sopperire a un precedente algoritmo. La nuova modalità ha dimostrato le difformità che oggi Trenitalia riconosce. Da più Regioni è venuta in questi anni la richiesta di riconsiderazione delle tariffe. È inaccettabile che l’azienda oggi dichiari di essere venuta a conoscenza del problema nel 2015».

ALGORITMO SBAGLIATO, TRENITALIA CONTRO REGIONI

Di parere diverso è l’azienda. Orazio Iacono, direttore della divisione passeggeri di Trenitalia regionale, sull’algoritmo ha affermato: «Non è un errore e non l’abbiamo fatto noi» ma «le Regioni riunite – nel 2007 – nella Conferenza Stato Regioni». Iacono ha precisato che l’algoritmo andava modificato (perché nel tempo sono stati «superati» quei «fattori concreti e giusti» di cui la formula teneva contro nel 2007») ma il compito di aggiornarlo non spettava a Trenitalia. «Noi possiamo solo applicarlo rigorosamente», ha affermato. «Dovevano aggiornarlo le Regioni». «I comitati dei pendolari – ha detto – hanno segnalato a Trenitalia la questione dalla seconda metà del 2015, ma nessuno si è mai fatto carico del problema. Siamo stati noi a prendere in mano le storture dell’abbonamento sovraregionale e portarla alla commissione Trasporti della Conferenza Stato-Regioni».

ALGORITMO SBAGLIATO, 38 EURO IN PIÚ SULLA MILANO-GENOVA

Quel che appare certo, nel corso del braccio di ferro tra Trenitalia e Regioni, è l’enorme sovrapprezzo pagato dagli utenti. La scoperta dell’algoritmo beffardo fu fatta due anni fa dall’associazione Assoutenti, partendo dalla segnalazione di un comitato di pendolari della tratta Genova-Milano: il loro abbonamento di seconda classe costava 38 euro in più della somma degli abbonamenti per le singole tratte regionali. Stesso caso tra Ancona e Pescara: 36 euro in più della somma dei tratti marchigiano e abruzzese. Abbonamento Torino-Milano di 33 euro più alto delle due sezioni in Piemonte e Lombardia. Ora Assoutenti minaccia la denuncia all’Authority e una class action.

(Foto da archivio Ansa)

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