Le barelle per l’ospedale di Napoli che sono ferme al confine con la Croazia | FOTO

di Redazione | 06/02/2017

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Nuovo caso in Campania di barelle mancanti, con una paziente curata per terra. La denuncia, dopo il caso di Nola, arriva dal Pronto soccorso del S.Giovanni Bosco di Napoli. A farla il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli (Verdi). «Era seduta su una sedia a rotelle ma è svenuta e, per farla riprendere, è stata stesa per terra». «Le nuove barelle – spiega Borrelli dopo una sua ispezione – sono bloccate da tre mesi alla frontiera con la Croazia».

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BARELLE OSPEDALE NAPOLI ASSENTI: L’ALLARME NEI FAX ALLA ASL

Il San Giovani Bosco non è l’unico ospedale napoletano al collasso. Anche il Cardarelli risulta nella lista dei nosocomi saturi.  Come spiegò Repubblica qualche giorno fa la direzione generale della Asl Napoli 1 è invasa da fax che chiedono barelle e posti letto.

Da venerdì vengono inondati di fax gli uffici della direzione sanitaria della Asl Napoli 1, della Centrale operativa regionale (Core), delle Territoriali (Cot), il 118. Perché nessuno possa dire poi di non sapere. Si comincia con quello partito dal San Giovanni Bosco. Oggetto: “Saturazione capacità ricettiva pronto soccorso”. Si legge: “Stante la totale saturazione della capacità ricettiva ordinaria e straordinaria delle diverse strutture di degenza del presidio ospedaliero, allo scopo di evitare l’insorgenza di problematiche connesse all’accettazione dei pazienti per i quali viene a mancare il necessario supporto di accoglienza, si rappresenta l’indicazione, compatibilmente con il contesto clinico contingente, di evitare che pazienti afferenti al circuito del servizio 118 temporaneamente siano condotti presso questo presidio ospedaliero. Post scriptum: in pronto soccorso sono ricoverati quindici pazienti. non ci sono più barelle per accogliere ulteriori pazienti”.

A novembre scorso, riferisce Borrelli, «la direzione dell’ospedale ha chiesto l’acquisto di 20 barelle e 10 sedie a rotelle per il pronto soccorso, ma la merce è rimasta inspiegabilmente bloccata alla frontiera dell’Italia con la Croazia. Purtroppo anche questo episodio dimostra che a volte, nonostante le buone intenzioni e il buon lavoro, la burocrazia mette ostacoli e serve un impegno costante che, di certo, non possono garantire commissari esterni che non vivono in Campania». Secondo il consigliere «quel che è successo a Nola potrebbe accadere anche in altri ospedali perché, finché regna l’incertezza voluta dal ministro Lorenzin, non si sa mai chi è responsabile di quel che accade nella sanità campana. Purtroppo, fino a quando ci sarà confusione nella gestione della sanità campana, non si riuscirà a portare avanti quella rivoluzione che abbiamo promesso ai campani per mettere da parte decenni di malagestione in cui la sanità è stata vista come un serbatoio clientelare e di affari».

(in copertina la foto denuncia del consigliere. FOTO ANSA/FRANCESCO BORRELLI/CONSIGLIERE REGIONALE VERDI)